mercoledì 5 dicembre 2012

La Villa delle delizie, tra feste e mondanità


Le ville romane sono state nei secoli dei veri e propri sogni ad occhi aperti, le magiche cornici delle ville dal 1600 sono state teatro di ritrovi mondani e preziose feste condite da eccessi e delizie.

L'obiettivo di questi sogni era la creazione di una "ville di delizie" che simboleggiasse e portasse nei secoli la memoria della magnificenza e la posizione sociale della famiglia.

L'ambiente romano conosce molto bene la mondanità e le feste lussuose. Ne sono esempi le feste di Piazza di Spagna nel 1600, oppure quelle che un noto cardinale romano organizzava nel Teatro TordinonaCome non ricordare che i suoi ospiti venivano deliziati da spettacoli dove dal soffitto, grazie all'uso di centinaia di aspensori, faceva piovere essenze profumate sugli invitati.
Le cornici delle feste erano impreziosite da apparati scenici progettati da famosi architetti tra cui anche Lorenzo Bernini.
Villa Borghese fu la punta di diamante di questo fenomeno di costume mondano. I lavori voluti da Marcantonio Borghese trasformarono la Villa nel luogo ideale per accogliere feste popolari, manifestazioni, palii ed ogni sorta di svago, come le gite in barca sul laghetto, ma anche spettacoli che lasciavano gli invitati a bocca aperta. 
Lo splendore mondano di Villa Borghese arriva al suo apice nell'ottocento quando fu teatro di spettacolari manifestazioni, quali l'ascensione aereostatica a Piazza di Siena, e di feste popolari, con canti e balli, immortalate da numerosi quadri e incisioni


Ma non dobbiamo pensare che l'ingresso alla villa fosse solo prerogativa aristocratica. L'apertura della villa e l'ospitalità della Famiglia Borghese era nota ai romani, infatti la villa era aperta al pubblico nel periodo delle feste. Accoglieva cittadini nelle tradizionali ottobrate romane, che venivano festeggiate anche con scampagnate fuori porta e le strade si riempivano di voci che intonavano tipici stornelli romani.
Si proseguiva con giochi, canti e balli e, naturalmente dal ricco repertorio di stornelli.

martedì 4 dicembre 2012

La Parola ai Borghese: La Principessa Benedetta Borghese

Ringraziamo Benedetta Borghese di aver accettato l'intervista fatta da Italia Nostra Roma.
Un ricordo emotivo e appassionato di chi la Villa la ha vissuta in prima persona anche attraverso i ricordi e gli aneddoti di famiglia.


lunedì 3 dicembre 2012

1903: la “Signora” diventa dei romani


La “SignoraVilla Borghese nella sua secolare storia è sempre stata teatro di numerose feste e incontri popolari, soprattutto dalla seconda metà del settecento le manifestazione popolari nel parco della Villa avevano reso celebri luoghi come il Giardino del Lago e Piazza di Siena.


La Famiglia Borghese si è sempre distinta per l’ospitalità accogliendo il popolo romano, in special modo durante il periodo della vendemmia  quando, durante “le ottobrate” le “mozzatore”, giovani donne addette alla raccolta dell’Uva, di ritorno dalla campagna, si dedicavano a danze e canti accompagnate da stuoli di giovani. Le feste proseguirono per tutto il settecento e ottocento.
Con l’Unità d’Italia si apre lo scontro tra la famiglia Borghese e lo Stato Italiano per il possesso della Villa.
È nel 1901 che la Villa viene acquistata per 3 milioni di lire, che secondo le tabelle Istat dovrebbero rappresentare 12 miliardi di euro del 2012, dallo Stato Italiano, il palazzo fu destinato a Museo e Galleria, e il giardino nel 1903 ceduto al Comune di Roma come parco pubblico. L’acquisizione da parte dello Stato ha garantito la conservazione del parco salvaguardandone l’unità e preservandola da lottizzazioni e conseguenti speculazioni edilizie. Il contributo alla Famiglia Borghese ha assicurato  che non venisse messa in vendita la “collezione Borghese” depredata da Napoleone.
La Villa è stata denominata Villa Umberto I già Villa Borghese, ma per i romani è stata e sempre sarà Villa Borghese.  
Concludiamo con il testo di una iscrizione del XVII:

 “Legge Ospitale”

“Io, custode della Villa Borghese questo pubblicamente
 dichiaro: chiunque tu sia, purchè da uomo libero non temere qui
 impacci di regolamenti, va pure dove vuoi, domanda quel che 
desideri; vai via quando vuoi. 
Queste delizie sono fatte più per estranei che per il padrone.
Nel secolo d’oro in cui la sicurezza dei tempi rese aura ogni 
cosa, il padrone proibisce di imporre leggi ferree all’ospite che
 qui si indugi. L’amico abbia qui in luogo della legge il buon 
volere; se invece alcuno con malvagio inganno, volente e 
cosciente, infrangerà le auree leggi della cortesia, badi bene che 
il custode adirato non gli stracci la tessera dell’amicizia”.


Sono in molti quelli ai quali oggi la tessera dovrebbe essere stracciata!!!!
Facciamo che siano sempre meno!!!!!!

venerdì 30 novembre 2012

Che cos'è davvero un giardino?



Cosa si intende per giardino? E quando comparvero i primi giardini?
Il termine francese jardin, da cui deriva la parola “giardino”, indica un terreno nel quale l'uomo, isolato dal resto del territorio, svolge una serie di attività a contatto con la natura quali ad esempio riposo, passeggiata, svago, gioco e/o coltivazione di piante.
All’idea di giardino, come collegamento verso l’esterno dell’edificio umano, è legato anche il carattere estetico, grazie soprattutto alla scelta delle specie vegetali e alla distribuzione delle colture, secondo un disegno iniziale architettonico o progettistico che segua l'idea del “bello”.



Per una corretta comprensione dei giardini non si possono trascurare alcuni importanti significati simbolici che ogni civiltà, occidentale e orientale, ha attribuito al giardino. Le piante infatti rappresentavano spesso delle Divinità, o virtù, aspirazioni e sentimenti umani. Ad esempio per i Greci ed i Romani la palma era segno di vittoria; il sicomoro era l’albero caro agli Egizi; l’alloro, albero sacro ad Apollo, ritenuto simbolo di sapienza e gloria; la quercia simbolo del vigore e della forza; inoltre la presenza nei giardini dell’acqua evoca il fluire ed il rinnovarsi della vita.
I giardini più antichi di cui abbiamo testimonianza sono quelli egizi. Fiori,  alberi e laghetti abbellivano edifici religiosi e case private; mentre i giardini più famosi della storia furono sicuramente quelli pensili di Babilonia. In questi giardini venivano coltivate molte piante, alcune apprezzate per la loro bellezza, altre invece utili per la medicina o la magia. Erano luoghi  ideali di perfezione, adatti alla meditazione e al riposo.
In Grecia, il giardino, come luogo di delizie collegato ai fabbricati, apparve molto più tardi rispetto a quelli egizi e babilonesi. Mentre i Romani abbellirono le ville patrizie con giardini (horti) con specie quali bosso, mirto, cipresso e leccio insieme agli alberi da frutta ed i fiori.
Nel Medioevo i giardini erano deli­mitati da un muro di cinta, che racchiudevano uno spazio dove la natura ritrova l'originaria bellezza della creazione.
Nel Rinascimento il giardino viene strutturato per trattenere la sua bellezza nel corso di tutte e quattro le stagioni, dato che i suoi elementi principali sono gli alberi sempreverdi, le siepi potate ad arte, e le opere in muratura. Da un punto di vista strettamente botanico le specie predominanti sono le specie sempreverdi con fogliame fitto e compatto come alloro e bosso più adatte a creare siepi e bordure con forma geometrica rigida, mentre l’elemento arboreo, che assume grande valore, è costituito in prevalenza da lecci, pini e querce.
Il giardino nella cultura araba vuole rappresentare il paradiso, pieno di delizie che soddisfano tut­ti e cinque i sensi: la vista con i colori dei fiori e le linee armoniose; l'olfatto con i profumi intensi di ogni stagione; il tatto con la freschezza degli alberi e delle foglie in particolare; il gusto con i frut­ti sempre presenti; l'udito con il mormorio dell'acqua (che da anche il senso dello spazio).

giovedì 29 novembre 2012

OGGI PARLIAMO DEL BOSSO

Oggi vi spieghiamo, grazie alla nostra botanica Desirée Izzi, le caratteristiche del Bosso o mortella.

Il Bosso, Buxus sempervirens, L., è della famiglia delle Buxacee

Il bosso occupa un'ampia zona di diffusione, che va dalle Coste Atlantiche della Penisola Iberica fino alla Penisola Balcanica. E' diffuso dalle pianure alle montagne, entra nei querceti e nei faggeti, nelle macchie a leccio, alloro e lentisco.

Il bosso è un arbusto alto sino a 5m, le foglie sono di forma  ovata- ellittica allungata e sempreverdi con una vita media relativamente lunga e  necessata comunque di interventi di manutenzione e sostituzione frequenti.
Il bosso è ormai apprezzata da secoli come pianta ornamentale per i giradini, dove viene spesso potata in forme artistiche o stravaganti.


Quì di seguito la cartina della zona circostante Piazza di Siena a Villa Borghese, dove sono indicati in rosso le zone dove è stato rimpiantato il bosso. Per ingrandire l'immagine cliccateci sopra.

mercoledì 28 novembre 2012

Lauro...chi sei e dove stai a Villa Borghese?

Oggi vi spieghiamo, grazie alla nostra botanica Desirée Izzi, le caratteristiche del Lauro o Alloro.
L' Alloro o Lauro, Laurus nobilis, è della famiglia delle lauracee.
E' specie caratteristica della zona mediterranea, ma è difficile risalire alla reale data di origine dell’intensa coltivazione. L’alloro è un arbusto (o piccolo albero) di 8-12m d’altezza. Le foglie sono coriacee, intere ed alterne. I frutti sono drupe ovoidali dapprima di colore verde poi divengono nere e lucide a maturità (ottobre) e persistono sui rami.


 L’alloro, albero sacro ad Apollo, ritenuto simbolo di sapienza e gloria presso i Greci e i Romani veniva utilizzato per incoronare imperatori, vincitori e poeti. Proprio per questo suo significato simbolico l’alloro è stato molto utilizzato nei giardini storici come quello di Villa Borghese.
Quì di seguito la cartina della zona circostante Piazza di Siena a Villa Borghese, dove sono indicati in verde le zone dove è stato rimpiantato il lauro. Per ingrandire l'immagine cliccateci sopra.



martedì 27 novembre 2012

...OLTRE AI PINI, C'E' DI PIU'...

Cari lettori,
oggi vi diamo una panoramica sugli interventi di riqualificazione del verde storico a Villa Borghese.
L'azione messa in campo dall'Assessorato all'Ambiente di Roma Capitale, infatti, non ha riguardato soltanto l'abbattimento e il reimpianto dei 105 pini malati e a rischio schianto ma anche una serie di interventi programmati.


Ripiantumazione Pini - Casa del Cinema

Ad oggi a Villa Borghese sono stati messi a dimora 2.350 Laurus nobilis per le siepi (il comune lauro che si usa in cucina) e 300 Buxus sempervirens (il comune bosso). Per capirci meglio, sono state piantate essenze per un totale di 3,5 chilometri, che rappresentano una distanza maggiore di quella tra Piazza del Popolo e il Colosseo.


riempimemto Piazza di Siena



Il Bosso è stato piantato a Piazza di Siena, per riempire i buchi della sua cornice, inoltre è stato piantato a Viale dei Cavalli Marini e nell'omonima Piazza.
Il Lauro è stato piantato a Viale dei Pupazzi, Via Casina di Raffaello, Viale Antonino e Faustina, Via Museo Borghese, Via Goethe, Viale Canonica, Via Madama Letizia e Via Esculapio queste ultime vicino ai Propilei del Canina, che si affacciano su Piazzale Flaminio, dove si stanno svolgendo i lavori di ammodernamento della ferrovia Roma-Viterbo.


Rimessa a nuovo di Viale dei Pupazzi


Oltre al reimpianto, i giardianieri stanno procedendo alla ripulitura delle essenze, eliminando l'infestante edera che soffoca i lauri e i bossi. L'edera in passato era stata inserita maldestramente per compattare le siepi vecchie, sofferenti e malate.


Giardinieri all'opera nell'estirpazione dell'edera - Piazza di Siena

Siepe a confronto...prima (dx) e dopo (sx) il ripristino