Visualizzazione post con etichetta riqualificazione; Villa Borghese; Marco Visconti; assessore Ambiente; italia nostra roma; cuore verde di roma; villa storica. Mostra tutti i post
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venerdì 3 maggio 2013

RIEMPITI I "BUCHI" DEGLI ALBERI A VILLA BORGHESE






I 12 lecci mancanti a Viale dei Pupazzi sono stati piantati oggi.
Le lacune delle alberate che si sono prodotte negli anni per vecchiaia, malattia, etc.sono state colmate.Molto bene!
Italia Nostra Roma, questa mattina, ha assistito alla messa a dimora di 12 lecci mancanti ottenuti mesi orsono dall'Assessorato all'Ambiente attraverso  una sponsorizzazione di Renault.
Per una cosa fatta bene ne abbiamo notato un'altra che non va:
la fontana lungo Viale dei Pupazzi tracima acqua e, nonostante le richieste della nostra Associazione, nessuno (Sovraintendenza comunale, Assessorato ai Lavori Pubblici e Acea) è intervenuto per ripare la fontana.
Ci scommettiamo che duranre l'81° Concorso Ippico Internazionale verrà tolta l'acqua dalla fontana per evitare che gli ospiti si bagnino le scarpe?
I cittadini, invece, per gli altri 360 giorni devono camminare con gli anfibi! Per quanti anni ancora?
 

martedì 16 aprile 2013

VILLA BORGHESE: E' GUERRA CON LA FEDERAZIONE SPORT EQUESTRE


E' di questi giorni la polemica tra la FISE e le Associazioni.
Cominciamo con ordine: nel maggio del 2012 l'Assessore all'Ambiente di Roma Capitale in carica, Marco Visconti, inizia l'operazione "Riqualificazione di Villa Borghese" che parte con l'abbattimento di 105 pini pericolosi per la pubblica incolumità.
Consapevole dei danni provocati dall'80° Concorso Ippico nell'area di Piazza di Siena, nel settembre 2012 l' Assessore Visconti, convocò il primo tavolo di concertazione con le Associazioni ambientaliste, tra le quali ovviamente Italia Nostra Roma, e la FISE. Obiettivo era quello di arrivare, con larghissimo anticipo, a concordare un Concorso Ippico Internazionale a Piazza di Siena rispettoso della Villa Storica e drasticamente "dimagrito" rispetto alla "corte dei miracoli" vista nell'ultimo decennio, evitare devastazioni ed evitare soprattutto danni al patrimonio  arboreoBuona volontà e programmazione, ma fatica sprecata alla luce degli attuali avvenimenti.
ottobre parte il progetto di riqualificazione della Villa nell'area degradata di Piazza di Siena.



Gli incontri, faticosamente, si susseguono e si deve rilevare che FISE manteneva atteggiamenti sgradevoli e supponenti durante tutti le riunioni.
La riqualificazione continua: tutte le siepi di alloro e di bosso vengono sostituite, con un impegno di un milione di euro, spesi bene. Erano già stati eliminati e sostituiti anche 105 pini domestici a rischio di schianto, pericolosi per l'incolumità dei cittadini e dei frequentatori della villa.


Gli incontri per la rimodulazione del Concorso Ippico Internazionale si susseguono ma l'atteggiamento di FISE non cambia. Arroganti e propotenti. L'ultima e deprimente riunione, con la neo nominata Barbara Barbuscia, dopo le dimissioni dell'Assessore Visconti perchè candidato alla Regione, è stata una castrofe. Abbiamo avuto lo sconcertante privilegio di ascoltare una dichiarazione di FISE che recita Su Viale dei Pupazzi le siepi di alloro (ndr. piantate ex novo qualche mese prima) possono essere trasferite in vaso e poi rimesse al loro posto per far spazio al villaggio ospitalita". Una idiozia totale, perchè vogliamo essere cortesi. La società INFRONT Italy s.r.l., per conto e in collaborazione con FISE manda al Gabinetto del Sindaco un documento nel quale si chiede tutto e tutto gratis. A questo proposito vi segnaliamo l'articolo a firma di Paolo Conti in prima pagina della cronaca di Roma del Corriere della Sera di martedì 16 aprile. Penna sottile, colta e affilatissima.
Ma non è vero che tutto quanto richiesto è a titolo gratuito, tutto quello che il Comune di Roma concederà alla FISE uscirà ancora, una volta, dalle tasche dei cittadini. Non esiste la gratuità nella Pubblica Amministrazione!!!!! La Federazione ha sponsor privati!!! Bene!!! Da lì escano i danari che servono. 

Non intendiamo pagare 3 volte1 volta volentieri per il restauro della villa, la seconda volta per sovvenzionare la Federazione Sport Equestri, la terza volta per riparare i danni che il Concorso Ippico procurerà, anche quest'anno, alla Villa dei romani che è in vendita SI! ma non al maggiore offerente!!!!


venerdì 7 dicembre 2012

Dal Kazakhstan con Amore: L'Ambasciatore a Villa Borghese

In uno dei nostri sopraluoghi a Villa Borghese, abbiamo avuto il piacere di incontrare casualmente l'Ambasciatore del Kazakhstan. 
L'Ambasciatore, innamorato di Villa Borghese, ha accettato subito di rilasciarci un piccola intervista, cogliamo l'occasione per ringraziarlo sentitamente.
Eccolo a voi.

giovedì 6 dicembre 2012

Musica Maestro: I Pini di Roma


Il primo movimento della composizione “I Pini di Roma” di Ottorino Respighi descrive il gioco dei bambini nello scenario di Villa Borghese. L’orchestra riproduce ed evoca giochi di bambini gioiosi, girotondi e marce militaresche infantili. Lo scenario è rappresentato proprio dai pini della “signora” in questo brano la capacità descrittiva del compositore, le sensazioni riportate in musica per la sua visita nella città di Roma.
Vogliamo riportare il brano dedicato ai pini di Roma, che con Ottorino Respighi ha concluso le celebrazione di Villa Borghese attraverso le nove muse delle arti. Della decima musa, quella del cinema, parleremo più avanti.

I pini di Roma di Ottorino Respighi (1879-1936)
Musica I movimento 





mercoledì 5 dicembre 2012

La Villa delle delizie, tra feste e mondanità


Le ville romane sono state nei secoli dei veri e propri sogni ad occhi aperti, le magiche cornici delle ville dal 1600 sono state teatro di ritrovi mondani e preziose feste condite da eccessi e delizie.

L'obiettivo di questi sogni era la creazione di una "ville di delizie" che simboleggiasse e portasse nei secoli la memoria della magnificenza e la posizione sociale della famiglia.

L'ambiente romano conosce molto bene la mondanità e le feste lussuose. Ne sono esempi le feste di Piazza di Spagna nel 1600, oppure quelle che un noto cardinale romano organizzava nel Teatro TordinonaCome non ricordare che i suoi ospiti venivano deliziati da spettacoli dove dal soffitto, grazie all'uso di centinaia di aspensori, faceva piovere essenze profumate sugli invitati.
Le cornici delle feste erano impreziosite da apparati scenici progettati da famosi architetti tra cui anche Lorenzo Bernini.
Villa Borghese fu la punta di diamante di questo fenomeno di costume mondano. I lavori voluti da Marcantonio Borghese trasformarono la Villa nel luogo ideale per accogliere feste popolari, manifestazioni, palii ed ogni sorta di svago, come le gite in barca sul laghetto, ma anche spettacoli che lasciavano gli invitati a bocca aperta. 
Lo splendore mondano di Villa Borghese arriva al suo apice nell'ottocento quando fu teatro di spettacolari manifestazioni, quali l'ascensione aereostatica a Piazza di Siena, e di feste popolari, con canti e balli, immortalate da numerosi quadri e incisioni


Ma non dobbiamo pensare che l'ingresso alla villa fosse solo prerogativa aristocratica. L'apertura della villa e l'ospitalità della Famiglia Borghese era nota ai romani, infatti la villa era aperta al pubblico nel periodo delle feste. Accoglieva cittadini nelle tradizionali ottobrate romane, che venivano festeggiate anche con scampagnate fuori porta e le strade si riempivano di voci che intonavano tipici stornelli romani.
Si proseguiva con giochi, canti e balli e, naturalmente dal ricco repertorio di stornelli.

martedì 4 dicembre 2012

La Parola ai Borghese: La Principessa Benedetta Borghese

Ringraziamo Benedetta Borghese di aver accettato l'intervista fatta da Italia Nostra Roma.
Un ricordo emotivo e appassionato di chi la Villa la ha vissuta in prima persona anche attraverso i ricordi e gli aneddoti di famiglia.


lunedì 3 dicembre 2012

1903: la “Signora” diventa dei romani


La “SignoraVilla Borghese nella sua secolare storia è sempre stata teatro di numerose feste e incontri popolari, soprattutto dalla seconda metà del settecento le manifestazione popolari nel parco della Villa avevano reso celebri luoghi come il Giardino del Lago e Piazza di Siena.


La Famiglia Borghese si è sempre distinta per l’ospitalità accogliendo il popolo romano, in special modo durante il periodo della vendemmia  quando, durante “le ottobrate” le “mozzatore”, giovani donne addette alla raccolta dell’Uva, di ritorno dalla campagna, si dedicavano a danze e canti accompagnate da stuoli di giovani. Le feste proseguirono per tutto il settecento e ottocento.
Con l’Unità d’Italia si apre lo scontro tra la famiglia Borghese e lo Stato Italiano per il possesso della Villa.
È nel 1901 che la Villa viene acquistata per 3 milioni di lire, che secondo le tabelle Istat dovrebbero rappresentare 12 miliardi di euro del 2012, dallo Stato Italiano, il palazzo fu destinato a Museo e Galleria, e il giardino nel 1903 ceduto al Comune di Roma come parco pubblico. L’acquisizione da parte dello Stato ha garantito la conservazione del parco salvaguardandone l’unità e preservandola da lottizzazioni e conseguenti speculazioni edilizie. Il contributo alla Famiglia Borghese ha assicurato  che non venisse messa in vendita la “collezione Borghese” depredata da Napoleone.
La Villa è stata denominata Villa Umberto I già Villa Borghese, ma per i romani è stata e sempre sarà Villa Borghese.  
Concludiamo con il testo di una iscrizione del XVII:

 “Legge Ospitale”

“Io, custode della Villa Borghese questo pubblicamente
 dichiaro: chiunque tu sia, purchè da uomo libero non temere qui
 impacci di regolamenti, va pure dove vuoi, domanda quel che 
desideri; vai via quando vuoi. 
Queste delizie sono fatte più per estranei che per il padrone.
Nel secolo d’oro in cui la sicurezza dei tempi rese aura ogni 
cosa, il padrone proibisce di imporre leggi ferree all’ospite che
 qui si indugi. L’amico abbia qui in luogo della legge il buon 
volere; se invece alcuno con malvagio inganno, volente e 
cosciente, infrangerà le auree leggi della cortesia, badi bene che 
il custode adirato non gli stracci la tessera dell’amicizia”.


Sono in molti quelli ai quali oggi la tessera dovrebbe essere stracciata!!!!
Facciamo che siano sempre meno!!!!!!

venerdì 30 novembre 2012

Che cos'è davvero un giardino?



Cosa si intende per giardino? E quando comparvero i primi giardini?
Il termine francese jardin, da cui deriva la parola “giardino”, indica un terreno nel quale l'uomo, isolato dal resto del territorio, svolge una serie di attività a contatto con la natura quali ad esempio riposo, passeggiata, svago, gioco e/o coltivazione di piante.
All’idea di giardino, come collegamento verso l’esterno dell’edificio umano, è legato anche il carattere estetico, grazie soprattutto alla scelta delle specie vegetali e alla distribuzione delle colture, secondo un disegno iniziale architettonico o progettistico che segua l'idea del “bello”.



Per una corretta comprensione dei giardini non si possono trascurare alcuni importanti significati simbolici che ogni civiltà, occidentale e orientale, ha attribuito al giardino. Le piante infatti rappresentavano spesso delle Divinità, o virtù, aspirazioni e sentimenti umani. Ad esempio per i Greci ed i Romani la palma era segno di vittoria; il sicomoro era l’albero caro agli Egizi; l’alloro, albero sacro ad Apollo, ritenuto simbolo di sapienza e gloria; la quercia simbolo del vigore e della forza; inoltre la presenza nei giardini dell’acqua evoca il fluire ed il rinnovarsi della vita.
I giardini più antichi di cui abbiamo testimonianza sono quelli egizi. Fiori,  alberi e laghetti abbellivano edifici religiosi e case private; mentre i giardini più famosi della storia furono sicuramente quelli pensili di Babilonia. In questi giardini venivano coltivate molte piante, alcune apprezzate per la loro bellezza, altre invece utili per la medicina o la magia. Erano luoghi  ideali di perfezione, adatti alla meditazione e al riposo.
In Grecia, il giardino, come luogo di delizie collegato ai fabbricati, apparve molto più tardi rispetto a quelli egizi e babilonesi. Mentre i Romani abbellirono le ville patrizie con giardini (horti) con specie quali bosso, mirto, cipresso e leccio insieme agli alberi da frutta ed i fiori.
Nel Medioevo i giardini erano deli­mitati da un muro di cinta, che racchiudevano uno spazio dove la natura ritrova l'originaria bellezza della creazione.
Nel Rinascimento il giardino viene strutturato per trattenere la sua bellezza nel corso di tutte e quattro le stagioni, dato che i suoi elementi principali sono gli alberi sempreverdi, le siepi potate ad arte, e le opere in muratura. Da un punto di vista strettamente botanico le specie predominanti sono le specie sempreverdi con fogliame fitto e compatto come alloro e bosso più adatte a creare siepi e bordure con forma geometrica rigida, mentre l’elemento arboreo, che assume grande valore, è costituito in prevalenza da lecci, pini e querce.
Il giardino nella cultura araba vuole rappresentare il paradiso, pieno di delizie che soddisfano tut­ti e cinque i sensi: la vista con i colori dei fiori e le linee armoniose; l'olfatto con i profumi intensi di ogni stagione; il tatto con la freschezza degli alberi e delle foglie in particolare; il gusto con i frut­ti sempre presenti; l'udito con il mormorio dell'acqua (che da anche il senso dello spazio).

martedì 20 novembre 2012

I PARROCCHETTI DI VILLA BORGHESE


Nella Villa storica di Roma, Villa Borghese, sono da tempo presenti due specie diverse di pappagalli esotici Myiopsitta monachus e Psittacula krameri. La prima specie probabilmente importata in Italia dalla parte sud-orientale del Sudamerica, mentre la seconda specie dall’Africa centro- settentrionale.

In molti pini vetusti presenti a Villa Borghese si notano ad occhio nudo cavità all’interno di rami o branche principali e l’analisi effettuata dal dott. Rocco Scherzi ha riscontrato la presenza nelle cavità del micelio di Heterobasidion annosum, patogeno fungino tipico degli apparati radicali e del colletto. I pini sono specie difficilmente attaccabili da patogeni fungini a livello di branche (rami) e fusto. L’ipotesi più accreditata, quindi, è che questi pappagallini abbiano trasportato porzioni di micelio all’interno di tali cavità, velocizzando la degradazione delle strutture lignee.
Domani la LIPU ci spiegherà meglio come poter risolvere le spiegazioni

lunedì 19 novembre 2012

QUELLO CHE ITALIA NOSTRA NON CAPISCE...

Se è vero che prati, alberi e siepi di Villa Borghese hanno necessità di essere nutriti è altrettanto vero che non è necessario usare concimi chimici.



L'AMA sta predisponendo un progetto per tutta la città, di raccolta differenzianta. FINALMENTE!!!
I rifiuti urbani posso essere riciclati e trasformarsi in un risorsa economica. La frazione umida (scarti alimentari) è la più critica. se mal gestita sviluppa odori sgradevoli e attira animali, messa in discarica produce gas-clima alteranti e liquidi che possono inquinare le falde.
Nell'impianto di compostaggio AMA di Maccarese i rifiuti organici sono trasformati in compost, fertilizzante naturale utilizzato in agricoltura per arricchire terreni adibiti a coltivazioni.
L'impianto ha una capacità di trattamento di 88 tonnellate al giorno e di circa 30.000 tonnellate all'anno di materiale organico. Il compostaggio risulta efficientissimo per ridurre la quantità di rifiuti, pensiamo che 88 tonnellate di compost rappresentano quasi 600 tonnellate di rifiuti domestici




L'Umido, trasformato in compost, è una grande risorsa per Villa Borghese senza utilizzare fertilizzanti chimici.
Italia Nostra Roma chiede quindi all'Assessorato all'Ambiente che venga accantonata l'idea di utilizzare fertilizzanti chimici e venga presa in considerazione solo l'utilizzo del compost.
Facciamo 4 conti e il risultato sarà evidente.

venerdì 9 novembre 2012

ITALIA NOSTRA E VILLA BORGHESE: AMANTI DA SESSANTANNI


Italia Nostra Roma, sezione della storica associazione per la tutela del patrimonio storico artistico e naturale, fin dalla sua fondazione si è preoccupata della salvaguardia e valorizzazione di Villa Borghese, con una serie di proposte diventate pietre miliari della storia della Villa.
Dopo pochi anni dalla nascita, siamo nel 1960, Italia Nostra Roma attraverso Leonardo Benevolo e  Vittoria Calzolari, urbanisti noti in tutta Italia, presenta un piano di assetto di Villa Borghese (dettaglio nei prossimi post).
Nel 1965, sempre la sezione di Roma, organizza una conferenza stampa per presentare le condizioni in cui versa la Villa e esporre delle soluzioni.
L’ impegno e lo studio continuano per tutti gli anni settanta e ottanta con numerose denuncie e iniziative fino ad arrivare al 1996, quanto Italia Nostra Roma presenta quattro progetti, realizzati da Maddalena Vagnetti e Beata di Gaddo, per valorizzare i singoli settori della Villa salvandola dal degrado e dalla mala gestione. I quattro punti prevedono il ripristino dei circa 7 ettari del “Parco dei Daini”, con il recupero della “Casa degli Uffizzi”, dei “Giardini Segreti” e del “Giardino del Lago”, riportando agli antichi splendori il seicentesco “Giardino dei Fiori Rari” e il “Ponte dell’Acqua Felice”.
Italia Nostra Roma si è sempre battuta affinché la villa storica venisse gestita da un direttore unico con pieni poteri e che gli interventi di riqualificazione fossero compresi all’interno di un progetto strutturale e duraturo per la villa e che non avvenissero più soltanto singole e sporadiche azioni. Concetti questi che l’Associazione ribadisce ancora oggi.
Italia Nostra Roma apprezza, sempre con occhio critico e imparziale, il progetto di Marco Visconti, Assessore all’Ambiente di Roma Capitale di abbattimento e sostituzione delle essenze di Pinus-Pinea, il pino domestico che vediamo tutti i giorni, a rischio di schianto.
Successivamente il ripristino delle siepi di alloro lungo i viali e del bosso per le siepi intorno a Piazza di Siena.
Un prima intervento sistematico e non a “macchia di leopardo” come siamo abituati da troppo tempo a vedere.
Vi aspettiamo nei prossimi post, dove verranno illustrate le azioni passate, presenti e future.

giovedì 8 novembre 2012

DOCUMENTO FONDAMENTALE: "LA CARTA DI FIRENZE"






Ieri, nel suo intervento, l'Architetto Filippo Lapadula ha fatto riferimento alla "Carta di Firenze" (per approfondire CLICCA QUI)   un documento fondamentale per la salvaguardia dei giardini storici di tutto il Mondo.

Riunito a Firenze il 21 maggio 1981, il Comitato Internazionale dei Giardini Storici composta da ICOMOS (Internationa Council on Monuments and Sites) e IFLA (Interational Federation of Landascape Architects), ha deciso di eleborare, adottando il nome della città ospitante, una carta relativa alla salvaguardia dei giardini storici, ad ampliamento della "Carta di Venezia".

Definizione di Giardino Storico

Un giardino storico è una composizione architettonica e vegetale che dal punto di vista storico o artistico presenta un interesse pubblico. Come tale è considerato come un monumento.

Il giardino storico è una composizione di architettura il cui materiale è principalmente vegetale.
La salvaguardia del giardino storico è fondamentale in quanto esso è ritenuto monumento vivente.

Il giardino storico è espressione dello stretto rapporto tra civiltà e natura, luogo di piacere, adatto alla meditazione o al sogno ed è testimonianza di una cultura, di uno stile, di un'epoca.
I principi enunciati dalla "carta di Firenze" sono il decalogo insuperabile per sia l'uso che il restauro di un giardino storico. Gli amministratori che hanno studiato e capito i principi ispiratori della "Carta" non possono commettere errori. Tutto è molto semplice e molto chiara basta saper educare i cittadini all'uso corretto del "monumento vivente" che è il giardino storico, non solo a Roma, non solo a Villa Borghese, ma nei giardini di tutto il Mondo.


martedì 6 novembre 2012

CHI E' LA "SIGNORA" VILLA BORGHESE



Villa Borghese è una storica “signora” romana.
La sua storia inizia nel 1605 quando il cardinal Camillo Borghese diventa Pontefice con il nome di Paolo V, e  suo nipote il cardinal Scipione Caffarelli Borghese dà il via alla maestosa opera seicentesca della Villa.
Il giardino viene realizzato agli inizi del seicento da Domenico Savino da Montepulciano sullo schema di Flaminio Ponzio.
La storia del giardino si protrae per molti secoli attraverso il suo ampliamento legato alle vicende storiche ed economiche della famiglia Borghese, la quale nei secoli acquista da altre famiglie nobili le “vigne” adiacenti, per ampliare quello che oggi è il cuore verde di Roma.
Si possono riassumere le vicende di acquisizione e assestamento in tre date cruciali:
nel 1620 quando viene strutturato un primo assetto della Villa con il classico schema di giardino all’italiana,
Tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800 ad opera di Antonio e Mario Asprucci e successivamente del Luigi Canina avviene  una radicale trasformazione del Parco con la nascita di quella che oggi è la controversa Piazza di Siena per l’uso ormai invasivo del Concorso Ippico Internazionale. L’attuale aspetto di Villa Borghese è riconducibile al 1908 quando il parco viene collegato al Pincio e unito alla zona del Galoppatoio; in quegli anni nasce anche il giardino zoologico.
Il Giardino Zoologico nasce dalla Società Anonima per il Giardino Zoologico, presieduta prima dal Barone Giorgio Sonnino e poi dal Principe Francesco Chigi. Il complesso, inizialmente di 11 ettari, viene inaugurato il 5 gennaio 1911 alla presenza del Sindaco Ernesto Nathan. Il giardino viene ampliato nel corso del ‘900 e molto importate è stato l’intervento, nel 1935, dell’Architetto Raffaele De Vico.  
Nei prossimi post scopriremo altri piccoli dettagli e aneddoti sull’affascinante e intrigante storia dell’antica “signora”.