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mercoledì 6 febbraio 2013

GRAZIE ASSESSORE VISCONTI


COMUNICATO STAMPA
06 Febbraio 2013

GRAZIE ASSESSORE VISCONTI
BUON LAVORO ASSESSORE BARBUSCIA


Italia Nostra Roma, particolarmente attiva e attenta nella tutela del patrimonio ambientale di Roma Capitale, vuole esprimere il proprio apprezzamento per  il lavoro svolto in questi anni dall’Assessore all’Ambiente, Marco Visconti che ieri ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico, in quanto candidato al Consiglio Regionale del Lazio.

Grande è stato il sostegno che l’Assessore Visconti ha dato all’Associazione Italia Nostra Roma per la tutela e valorizzazione del verde urbano. Decisiva è stata la sua ferma opposizione all’abbattimento dei platani a Lungotevere in Augusta e Passeggiata di Ripetta. Fondamentale,  il primo grande passo fatto verso la riqualificazione sistematica di Villa Borghese dopo tanti, troppi anni di interventi inorganici e casuali.

L’attenzione, l’ascolto e il rispetto  che l’Assessore Visconti ha riservato  a Italia Nostra Roma, ci auguriamo, sarà la strada maestra che la nuovo Assessore della Giunta capitolina, Barbara  Barbuscia, percorrerà. Auguri di buon lavoro, Assessore Barbuscia.

Auguri all’Assessore uscente, Marco Visconti, per i suoi futuri obiettivi e un ringraziamento per il suo costante, appassionato e agguerrito impegno per la tutela del verde di Roma Capitale.

Il Presidente
Carlo Ripa di Meana

Il Vice Presidente
Vanna Mannucci

VILLA BORGHESE: CUORE VERDE NON PIU' IN RIANIMAZIONE



Le aree verdi presentì nelle città sono particolarmente importanti perché offrono molteplici benefici e servizi di carattere bio-fisico e socio-economico. 
Tra i più importanti servizi forniti dagli spazi verdi in città possiamo menzionare la diminuzione del calore estivo, la rimozione dell’inquinamento atmosferico, la riduzione dell’inquinamento acustico, l’aumento del benessere fisico e mentale, il mantenimento degli habitat naturali.
Villa Borghese è un area di verde pubblico di circa 80 ettari, posta al centro della città di Roma. La sistemazione della Villa iniziò nel XVII secolo ad opera di Papa Paolo V Borghese.
Oggi Villa Borghese presenta al suo interno una notevole quantità di specie vegetali, sia coltivate che spontanee. La vegetazione è costituita prevalentemente da alberi, da esemplari particolarmente vetusti (antichi), come i platani orientali (Platanus orientalis) presenti nella Valle dei Platani


Gli arbusti sono pressoché assenti e limitati solo alle siepi, mentre lo strato erbaceo, oltre ad essere poco esteso, a causa della presenza di grandi estensioni di asfalto, è sottoposto a fortissimo calpestio, poiché utilizzato a fini ricreativi e sportivi, che limitano la crescita dell’erba.  Le specie arboree predominanti sono le querce (Quercus ilex) e la Robinia (Robinia pseudoacacia).
Villa Borghese è un’area verde di predisposizione non recente ed è quindi importante che la gestione ne preservi l’impianto originario, per questo dovrebbe essere monitorata minuziosamente per tentare di eliminare le specie infestanti o esotiche che possono compromettere le crescita di specie vegetali autoctone e storiche, oltre che limitare il degrado portato dalle persone. 
La crescita e lo sviluppo ottimale di essenze autoctone e storiche dovrebbero essere privilegiate rispetto alla presenza di piante esotiche  che non rispetta né la storicità della Villa né l’estetica dei suoi giardini nati per un’idea di paesaggio e di “bello” che dovremmo tentare in ogni modo di preservare senza esitazioni.
  

lunedì 4 febbraio 2013

"Parrucchieri" a lavoro a Villa Borghese

continua senza sosta il lavoro di potature delle essenze arboree presenti a Villa Borghese da parte degli uomini del Servizio Giardini dell'Assessorato all'Ambiente di Roma Capitale.
Lo scorso fine settimana gli esperti "parrucchieri" capitolini hanno terminato l'intervento, iniziato circa due settimana fa, di potatura dei 61 lecci e delle 73 magnolie presenti su Viale delle Magnolie.
Da questa mattina le attenzioni dei "coiffeur" del Servizio Giardini sono tutte dedicate ai lecci della zona di Fontane Oscure.
L'intervento prevede anche  l'abbattimento di 2 o 3 lecci  malati e a rischi schianto,quindi,  pericolosi per la pubblica incolumità.


venerdì 1 febbraio 2013

OGGI PARLIAMO DI PLATANI


Nome scientifico: Platanus orientalis L.
Nome comune: Platano orientale
Famiglia: Platanaceae
Origine: specie spontanea

Il Platano orientale è un albero che può  raggiungere i 40 metri di altezza, ha un tronco grosso e chiaro ed una chioma fitta ed ombrosa. Questo albero è comune in un area che va dalla regione mediterranea sino ad est dell’Himalaya,e cresce spontaneamente anche lungo i corsi d’acqua della  Sicilia, Calabria e del Cilento. A differenza del Platano orientale che mal sopporta le rigide temperature invernali, nell’Europa del Nord ritroviamo il Platanus occidentalis L., importato dagli Stati Uniti. Queste due specie di Platani hanno prodotto un ibrido fertile, Platanus hybrida Brot, che può crescere in zone fredde ed è molto più resistente e vigoroso dei progenitori. Questo ibrido viene spesso usato come albero ornamentale lungo le strade perché resiste molto bene all’inquinamento.
foglia e frutti Platano orientale

 Il Platano orientale si riconosce dal Platano ibrido perché presenta foglie molto grandi, semplici (margini non seghettati), palmate a 5-7 lobi molto appuntiti e profondamente incise. 

foglia Platano ibrido

Presentano un colore verde chiaro in primavera, mentre in autunno prendono un colore giallo chiaro. I frutti, detti acheni, sono riuniti insieme e dotati di lunghi peli e lungo peduncolo (il rametto che li unisce al ramo principale).

A Villa Borghese, nella Valle dei Platani, sono presenti 10 esemplari di Platanus orientalis maestosi e secolari. Questi alberi furono piantati durante l’originaria progettazione del parco, nel XVII secolo, ad opera del Cardinal Scipione Caffarelli Borghese, nipote del Papa Paolo V Borghese e sono gli alberi più antichi di tutta Roma. Probabilmente in passato questi platani monumentali, che possono raggiungere anche i 1000 anni di età, più numerosi e forse erano protagonisti di un “Bosco sacro” creato appositamente dal Cardinale.

La Valle dei Platani a Villa Borghese è uno spettacolo unico nel suo genere e dovrebbe essere tutelato e rispettato da tutti noi, non solo perché sono alberi monumentali di 400 anni e rappresentano un bene storico, ma anche perché sono i testimoni vivente di un passato glorioso e di un tempo lontano. Questi giganti, che godono di buona salute, creano ancora oggi meraviglia negli occhi dei tanti visitatori, stranieri e non, che ogni giorno visitano la Villa storica. 

mercoledì 30 gennaio 2013

Lo sapevate che....

Cari lettori lo sapevate che....
Il nome scientifico di una pianta individua con precisione la specie, è composto dal primo nome che individua il genere e il secondo dalla specie.
Accanto al nome si trova il nome di colui che ha descritto per primo e dato un nome alla specie.
Ad esempio, i platani di Villa Borghese:
Nome del genere: Platanus
epiteto specifico: Orientalis
Autore: L.
Questo modo di nominare venne codificato nel 1753 dal naturalista svedese Carlo Linneo (Carl von Linnè) nell'opera Species Plantarum. Il nome dell'autore viene abbreviato in maniera stabilita, che si trova in appositi repertori: ad esempio, Linneo si scrive "L.".
Ci sono altre regole per individuare le sottospecie, incroci ecc, esse sono raccolte in un testo di riferimento, il Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica, che viene periodicamente aggiornato. L'ultimo aggiornamento è il Codice di Melbourne adottato durante il XVIII Congresso Internazionale di Botanica nel 2011.

martedì 29 gennaio 2013

Villa Borghese - Monica Guarino Amato

Oggi è con noi la dottoressa Monica Guarino Amato, nostra socia e consulente del Ministero Politiche Agricole, Alimentari e e Forestali.
Ci illustrerà le quattro proposte per Villa Borghese formulate negli anni da Italia Nostra Roma.


lunedì 28 gennaio 2013

Villa Borghese - Daniela Primicerio

Oggi è con noi la professoressa Daniela Primicerio, docente di Museologia, economia e diritto dei Beni Culturali, già Membro della Commissione Marzano di Roma Capitale.
Ci racconterà la sua esperienza nella Commissione, il progetto di riqualificazione di Villa Borghese e il suo circuito museale.
Buona visione ;)


mercoledì 23 gennaio 2013

Il Castagno d'India a Villa Borghese


Cari lettori continua il nostro viaggio alla scoperte delle essenze presenti a Villa Borghese. Oggi parliamo dell'ippocastano.
Nome della specie: Aesculus hippocastanum L.
Nome comune: Ippocastano, castagno d’India
Famiglia: Ippocastanaceae
Origine: specie spontanea
Albero originario dell’Europa dell’est, alto fino a 30-35 metri. Il tronco è robusto ed eretto, con numerosi rami arcuati all'estremità, che formano una corona densa, rotondeggiante e allungata.

L’ippocastano è un albero antichissimo, probabilmente deriva dall'età Terziaria (età che va da 65 milioni  a 1,8 milioni di anni fa ) e fu introdotto in Europa a partire dalla fine del XVI secolo, importata da Costantinopoli. Può vivere fino a 250-300 anni

Il  legno bianco e tenero è utilizzabile in falegnameria..
Le foglie cadono in autunno e sono composte da 5-7 foglioline di forma palmata. I fiori sono raccolti in forma piramidale, sono bianchi, evidenti e sporgono dai rami.

Il nome “ippocastano” deriva dal fatto che i frutti di questo albero sono simili alle castagne prodotte da un’altra specie di albero, il castagno (Castanea sativa). 

Essi venivano utilizzati come alimento per i cavalli, da questo il termine “ippo", dal greco cavallo.
I semi dell’Ippocastano sono molto utilizzati in erboristeria perché hanno proprietà antiinfiammatorie, inibiscono la distruzione della vitamina C e favorisce l’elasticità delle vene. 

martedì 22 gennaio 2013

Sarà eliminato la prima pianta infestante a Villa Borghese

Cari lettori, come avete notato nei giorni scorsi abbiamo parlato delle specie infestanti presenti a Villa Borghese e tra queste dell'eucaliptus. Una pianta da noi definita "aspira acqua" in quanto, per vivere necessita una quantità enorme di questo prezioso elemento, sottraendolo alle piante vicine. Del resto...veniva utilizzato per la bonifica delle paludi (specie igrofila che si nutre quindi di acqua).



Il nostro post è stato molto cliccato. Notando il grande interesse suscitato nell'opinione pubblica l'Assessorato Ambiente di Roma Capitale ha immediatamente fatto suo il suggerimento di Italia Nostra Roma. Un piccolo ma significativo successo.
Nei prossimi giorni, infatti, verrà abbattuto un esemplare presente a Villa Borghese che sta minacciando la sopravvivenza dei suoi vicini. Il periodo è favorevole all'espianto in quanto il terreno, per le forti piogge degli ultimi giorni, è morbido ed umido.
 

lunedì 21 gennaio 2013

"Cambio di acconciatura" per Viale delle Magnolie

Sottoposti da stamane ad una, o più  sedute dal coiffeur gli alberi di Viale delle Magnolie. "Parrucchieri" d'eccezione i giardinieri del Servizio giardini, dell'Assessorato all'Ambiente di Roma Capitale,che hanno iniziato le potature  di 61 lecci e 73 magnolie lungo il Viale.
L'operazione si è resa necessaria in quanto la folta chioma dei lecci impediva alle magnolie il  naturale sviluppo. Le magnolie, fortemente provate, dalla nevicata dell'anno scorso avevano bisogno che fosse per loro ricreata una situazione di ossigenazione ed illuminazione ottimale.
Anche in Viale delle Magnolie, quindi, un intervento necessario perchè gli alberi che raramente sono considerate creature viventi, abbiano la necessaria luce, il necessario nutrimento e l'indispensabile ossigeno per garantire loro un portamento adeguato.

  POST SCRIPTUM: 
Resta il fatto, inaccettabile, che in Viale delle Magnolie un ettaro e mezzo di "Villa Borghese" viene occupato da la rimessa per le botticelle e i cavalli sfrattati da Testaccio.
Un luogo assolutamente incongruo e, se ci permettete, fuori legge. Non è previsto, infatti, in nessuna villa storica un intervento diverso dalla manutenzione del verde e degli elementi architettonici. Qualcuno deve ancora spiegare ai cittadini se, in tutta Roma, non era possibile trovare un luogo meno critico per il ricovero di cavalli e botticelle.

giovedì 17 gennaio 2013

Quello che non deve succedere nei Viali di Villa Borghese


L'ex sindaco Walter Veltroni ha concesso, a suo tempo, la sosta dei pullman turistici a Villa Borghese, lungo Viale Washington.
Un deciso passo indietro a quanto disposto da Francesco Rutelli per il Giubileo del 2000. In quel periodo per i pullman turistici era vietato l'accesso nell'area centrale di Roma. L'attuale Assessore al Traffico, Antonello Aurigemma, si è guardato bene dal seguire il modello virtuoso "fuori i pullman turistici dall'area centrale" ma, al contrario, ha riempito Villa Borghese, Villa che, va ricordato, è "isola pedonale, istituita con legge regionale"e quindi l'accesso ai pullman turistici non dovrebbe essere consentito. Deroghe e sempre deroghe ai regolamenti.

Durante l'estate, li abbiamo contati, erano parcheggiati più di 50 pullman tutti rigorosamente con il motore acceso per far funzionare l'aria condizionata. Stessa cosa succede evidentemente in inverno per azionare il riscaldamento. Come tutti sappiamo bene, i gas di scarico dei pullman turistici sono un ottimo aereosol curativo per le piante di Villa Borghese e per i frequentatori della Villa, alla faccia del polmone verde della città. 

Ribadiamo che Villa Borghese non può essere utilizzata per il parcheggio dei pullman turistici, le concessioni di Veltroni, riprese da Aurigemma, sono due cose sbagliate che non ne fanno una giusta.

lunedì 14 gennaio 2013

L'Ailanthus a Villa Borghese...come un baccalà


Nome specifico: Ailanthus altissima
Nome comune: Ailanto, Albero del Paradiso
Famiglia: Simaroubacee
Origine: specie esotica

L’Ailanto è un albero di medie dimensioni che raggiunge altezze di 17-27m e che vive molto poco, fino a 50 anni. Il tronco è diritto, colonnare, i rami sono ascendenti e conferiscono alla chioma una forma a cupola.

Le foglie sono caduche, composte da 6-12 paia di foglioline , con vertice acuto e dentate alla base e sono portate da un breve picciolo. Queste possiedono alla base ghiandole odorose che emanano odore sgradevole quando la foglia viene stropicciata.  Una curiosità: Isa belli Barsali, consigliere di Italia Nostra, grande storica dei giardini e nostra grande maestra, raccontava che in Lucchesia, l'Ailanthus per l'odore particolarmente forte delle sue foglie viene chiamato "il baccalà".
I fiori sono piccoli e rossi prima di schiudersi, poi diventano di colore verdastro. Compaiono in maggio-luglio.

L’Ailanto è un albero nativo della Cina nordoccidentale, dove viene tutt’ora utilizzato nella medicina tradizionale per la sua riconosciuta abilità a curare mali quali la perdita di capelli. Fu introdotto per la prima volta in Inghilterra nel 1751, di lì si è diffuso in tutta l’Europa. Nell’Ottocento si è sviluppanta questa specie in Europa perché veniva utilizzata per l’allevamento di un insetto simile al baco da seta. I risultati non furono incoraggianti e così si abbandonò tale impresa, purtroppo la diffusione di questa pianta era ormai iniziata.
L’Ailanto è una pianta che si è adattata benissimo a vivere sia nei nostri spazi urbani che nei nostri giardini, anche storici, come Villa Borghese, avendo a disposizione radici laterali dalle quali nascono nuovi germogli. Il problema derivante dalla diffusione di questa specie è che entra in conflitto con le specie nostrane che spesso sono meno forti e meno capaci di resistere venendo quindi sopraffatte. 

venerdì 11 gennaio 2013

La sinuosa edera a Villa Borghese


Cari lettori, concludiamo la settimana parlando dell'edera, altra pianta infestante. 


Nelle attività di riqualificazione di Villa Borghese, svolte dall'Assessorato all'Ambiente di Roma Capitale, il Servizio Giardini ha provveduto a ripulire le siepi, estirpando l'edera. 



Le sue caratteristiche botaniche ci vengono spiegate in questa scheda della nostra botanica dottoressa Desiree Izzi.

Nome specie: Hedera helix
Nome comune: edera
Famiglia: Araliaceae
Il nome helix deriva dal greco “elissein”, cioè avvolgersi, strisciare sinuosamente.
Le ramificazioni la portano a raggiungere anche i 30 metri in altezza, soprattutto su alberi con corteccia rugosa che favorisce l’aderenza delle radici avventizie. Le foglie giovani sono di colore verde chiaro mentre le foglie più vecchie sono di colore verde scuro. La forma varia da cuoriforme, con margine intero, con lobi di differente forma. I fiori maturano in autunno e le bacche maturano l’anno seguente la fioritura, verso aprile e maggio.
E’ una specie rustica, può vivere  anche più di un  secolo e in montagna la ritroviamo sino a 1.200 metri di altitudine.


La caratteristica dell’edera di arrampicarsi è legata all’emissione di piccole radici aeree avventizie, lunghe pochi millimetri che, formando un intricato groviglio, aderiscono ai sostegni e garantiscono un appoggio stabile. Nel caso in cui l’edera strisci sul terreno le radici avventizie si comportano come vere e proprie radici arrecando danni alle altre piante vicine;  ma l’edera può comunque arrecare danni  sviluppandosi abbondantemente sulle chiome di altre specie arboree e catturando la luce che potrebbe servire per far crescere i germogli.
L’edera è presente a Villa Borghese probabilmente come infestante lungo le siepi di
alloro e bosso. Il problema è che questa specie, come abbiamo letto, può portare a sofferenza delle piante sia per ombreggiamento dei giovani germogli che per assorbimento delle sostanze nutritive.

venerdì 21 dicembre 2012

Il Prato dei romani a Villa Borghese

Caro Sindaco,
ho letto con interesse la pubblicazione "4 ANNI PER ROMA" e i suoi interessanti capitoli. A pagina 169 nel capitolo Ambiente e Decoro è stata messo una splendida immagina di Villa Borghese vista dal cielo, nella quale si nota il tappeto d'erba che ricopriva il parterre di Piazza di Siena.

 Sono ormai 7 anni che questa bella immagine è deformata dalla presenza "temporaneamente stabile" delle sabbie utilizzate per il Concorso Ippico Internazionale e mai più rimosse.
Non a caso lei ha scelto questa immagine e non quella che presenta la distesa bianca delle sabbie, quella sabbia va rimossa nonostante le ferree, pretestuose e vigorose resistenze della FISE (Federazione Italiana Sport Equestre).
Faccia in modo, caro Sindaco, che il "Prato dei Romani" ritorni ad essere quello che era 7 anni fa.
Questo sarebbe un'ottima idea per un regalo di Natale ai romani.

Il Vice Presidente
Vanna Mannucci

Villa Borghese vi augura Buone Feste

Cari Lettori e care lettrici,
vi ringraziamo per averci sostenuto, commentato e condiviso. Il blog di Villa Borghese va in vacanza con voi, ma non vi lascerà soli su facebook e su twitter. In queste vacanze vi riproporremo tutti i post più seguiti.
Vi aspettiamo dopo le feste per riprendere il nostro "tour" nella riqualificazione di Villa Borghese, attraverso gli interventi, la storia e le curiosità.
Domani pubblicheremo un'intervista che vi terrà compagnia per il periodo natalizio.
Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti grazie al vostro sostegno.
Vi salutiamo con questo video amatoriale che non vi farà sentire la mancanza di Villa Borghese.
Buone Vacanze


giovedì 20 dicembre 2012

I Cipressi di Villa Borghese


Nome specie: Cupressus sempervirens, L.
Famiglia: Cupressacee

Il Cipresso è una pianta originaria dei paesi mediterranei orientali, sembra siano stati i Fenici ad importarla in Italia. 
Predilige climi asciutti e caldi ma, ormai da lungo tempo è ampiamente diffusa sino a 1000 metri di quota. Il cipresso non forma boschi ma convive con specie quali cedri, pini, abeti e querce.


Il cipresso è un albero molto grande e longevo, può arrivare infatti a 20-30 metri di altezza e raggiungere i 2000 anni di età. Il tronco è diritto e colonnare di colore grigio-bruno; i rami eretti ed appressati al tronco conferiscono alla chioma la tipica forma a fiamma di candela. Le foglie sono persistenti, piccole, di colore verde scuro ed appressate al rametto.

Il cipresso ha un legno duro e compatto, dotato di un aroma intenso e durevole utile per tenere lontano le tarme. Viene utilizzato infatti per mobili ed ebanisteria. Dai rametti invece, si estrae un olio con proprietà balsamiche (oleum cupressi). Questo albero è sempre stato importante per le civiltà passate tanto che i medici greci prescrivevano ai malati di polmoni un soggiorno a Creta, sotto le chiome dei cipressi, ma ha avuto (e ha tutt’ora) una notevole importanza rituale per il culto dei morti.
Questo albero nell’antica Grecia era definito “l’albero di Ade” dio degli inferi. Il cupo fogliame infatti esprime malinconia e dolore ed i sacerdoti di Ade erano soliti cingersi il capo con corone fatte da rami e foglie del cipresso.
L’origine mitologica del cipresso è narrata nella leggenda greca di Ciparisso. Si narra che il Dio Apollo si invaghì del giovane Ciparisso che aveva per compagno un cervo. Un giorno mentre Ciparisso si esercitava all’arco ferì mortalmente il cervo. Disperato e implorando la morte, Apollo decise di trasformarlo in un albero, il cipresso, che da allora diventò simbolo del lutto e accesso all’eternità.


mercoledì 19 dicembre 2012

I SOLITI IDIOTI PER LA RIQUALIFICAZIONE DI VILLA BORGHESE

Oggi con noi abbiamo...I SOLITI IDIOTI!
Ringraziamo di cuore Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio per la gentilezza e per la disponibilità dimostrata.
Li abbiamo incontrati a Villa Borghese, durante il loro incontro con la stampa per la presentazione del loro nuovo film "I 2 SOLITI IDIOTI" nelle sale dal 20 dicembre.


martedì 18 dicembre 2012

Le Querce di Villa Borghese


A Villa Borghese sono presenti diverse specie di querce, tra le quali Quercus ilex   , Quercus robur e Quercue cerris

Per i Greci la quercia era sacra a Zeus, padre degli dei. Non a caso, nell’Odissea, Ulisse consulta ben due volte il “fogliame divino della grande quercia di Zeus”.
Anche per i Celti, la quercia rappresenta un forte valore simbolico nella loro sfera sacra. Nella sua Naturalis Historia, Plinio afferma che i sacerdoti druidi “scelgono i boschi di querce e non celebrano alcun sacrificio senza la presenza di quell’albero”.

Questo maestoso albero rappresenta da sempre il simbolo della forza e della potenza, soprattutto nelle culture indoeuropee.




Nome specie: Quercus ilex
Nome comune: leccio
Famiglia: Fagaceae

Specie tipicamente europea e mediterranea, vive spesso in associazione col corbezzolo (Arbutus unendo), l’erica, il lentisco (Pistacia lentiscus) ed il mirto (Myrtus communis) e predilige terreni acidi.
Il leccio è un albero di terza grandezza, alto fino a 20 metri. La corona sempreverde è ampia, ovale e densa.
Le foglie sono persistenti, alterne e portate su un breve picciolo. Il lembo può essere intero o dentato-spinoso, di forma ovale o lanceolata.
I frutti sono ghiande di circa 2,5 cm di lunghezza racchiusa per quasi due terzi in una cupola squamosa.


Per la robustezza e la resistenza ad inquinamento e potature, nonché per l’aspetto imponente, il leccio ha una grande diffusione come pianta ornamentale per viale e giardini. Possiede una notevole longevità , infatti alcuni esemplari possono raggiungere i 1000 anni di età.
Per i piccoli ora grandi...ricordiamo che Cip e Ciop sono golosi di...GHIANDE per non parlare del simpaticissimo SCRAT dell'Era Glaciale, alla perenne conquista della sua ghianda





lunedì 17 dicembre 2012

BENEDETTA BORGHESE:BENE LA RIQUALIFICAZIONE MA ANCORA MOLTO DA FARE

Cari lettori ritorniamo questa mattina dopo il black out del fine settimana, dovuto ad un problema del server del nostro blog. Ci scusiamo per questo disservizio.  
Oggi vi proponiamo l'intervista realizzata con la Principessa Benedetta Borghese che ci dice cosa pensa della riqualificazione di Villa Borghese. Un giudizio positivo ma......molto ancora c'è da fare.