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mercoledì 6 febbraio 2013

VILLA BORGHESE: CUORE VERDE NON PIU' IN RIANIMAZIONE



Le aree verdi presentì nelle città sono particolarmente importanti perché offrono molteplici benefici e servizi di carattere bio-fisico e socio-economico. 
Tra i più importanti servizi forniti dagli spazi verdi in città possiamo menzionare la diminuzione del calore estivo, la rimozione dell’inquinamento atmosferico, la riduzione dell’inquinamento acustico, l’aumento del benessere fisico e mentale, il mantenimento degli habitat naturali.
Villa Borghese è un area di verde pubblico di circa 80 ettari, posta al centro della città di Roma. La sistemazione della Villa iniziò nel XVII secolo ad opera di Papa Paolo V Borghese.
Oggi Villa Borghese presenta al suo interno una notevole quantità di specie vegetali, sia coltivate che spontanee. La vegetazione è costituita prevalentemente da alberi, da esemplari particolarmente vetusti (antichi), come i platani orientali (Platanus orientalis) presenti nella Valle dei Platani


Gli arbusti sono pressoché assenti e limitati solo alle siepi, mentre lo strato erbaceo, oltre ad essere poco esteso, a causa della presenza di grandi estensioni di asfalto, è sottoposto a fortissimo calpestio, poiché utilizzato a fini ricreativi e sportivi, che limitano la crescita dell’erba.  Le specie arboree predominanti sono le querce (Quercus ilex) e la Robinia (Robinia pseudoacacia).
Villa Borghese è un’area verde di predisposizione non recente ed è quindi importante che la gestione ne preservi l’impianto originario, per questo dovrebbe essere monitorata minuziosamente per tentare di eliminare le specie infestanti o esotiche che possono compromettere le crescita di specie vegetali autoctone e storiche, oltre che limitare il degrado portato dalle persone. 
La crescita e lo sviluppo ottimale di essenze autoctone e storiche dovrebbero essere privilegiate rispetto alla presenza di piante esotiche  che non rispetta né la storicità della Villa né l’estetica dei suoi giardini nati per un’idea di paesaggio e di “bello” che dovremmo tentare in ogni modo di preservare senza esitazioni.
  

martedì 18 dicembre 2012

Le Querce di Villa Borghese


A Villa Borghese sono presenti diverse specie di querce, tra le quali Quercus ilex   , Quercus robur e Quercue cerris

Per i Greci la quercia era sacra a Zeus, padre degli dei. Non a caso, nell’Odissea, Ulisse consulta ben due volte il “fogliame divino della grande quercia di Zeus”.
Anche per i Celti, la quercia rappresenta un forte valore simbolico nella loro sfera sacra. Nella sua Naturalis Historia, Plinio afferma che i sacerdoti druidi “scelgono i boschi di querce e non celebrano alcun sacrificio senza la presenza di quell’albero”.

Questo maestoso albero rappresenta da sempre il simbolo della forza e della potenza, soprattutto nelle culture indoeuropee.




Nome specie: Quercus ilex
Nome comune: leccio
Famiglia: Fagaceae

Specie tipicamente europea e mediterranea, vive spesso in associazione col corbezzolo (Arbutus unendo), l’erica, il lentisco (Pistacia lentiscus) ed il mirto (Myrtus communis) e predilige terreni acidi.
Il leccio è un albero di terza grandezza, alto fino a 20 metri. La corona sempreverde è ampia, ovale e densa.
Le foglie sono persistenti, alterne e portate su un breve picciolo. Il lembo può essere intero o dentato-spinoso, di forma ovale o lanceolata.
I frutti sono ghiande di circa 2,5 cm di lunghezza racchiusa per quasi due terzi in una cupola squamosa.


Per la robustezza e la resistenza ad inquinamento e potature, nonché per l’aspetto imponente, il leccio ha una grande diffusione come pianta ornamentale per viale e giardini. Possiede una notevole longevità , infatti alcuni esemplari possono raggiungere i 1000 anni di età.
Per i piccoli ora grandi...ricordiamo che Cip e Ciop sono golosi di...GHIANDE per non parlare del simpaticissimo SCRAT dell'Era Glaciale, alla perenne conquista della sua ghianda