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venerdì 15 marzo 2013

81° CONCORSO IPPICO INTERNAZIONALE A PIAZZA DI SIENA LA GUERRA DELLE SIEPI


Non le siepi del percorso equestre a Piazza di Siena ma le siepi appena piantate lungo i viali storici della Villa.

Itala Nostra Roma ha sentito con le proprie orecchie la rappresentante per i rapporti con le istituzioni della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) affermare che le siepi costate ai cittadini romani con un buon intervento straordinario dell' ex Assessore all'Ambiente, Marco Visconti, 1 milione e 200 mila €, potrebbero essere "trasferite in vasi" per poterle spostare piacimento durante il Concorso Ippico per ospitare il villaggio accoglienza.
Italia Nostra Roma e gli Amici di Villa Borghese si rifiutano, nella maniera più categorica, di entrare in questa logica incolta e abberrante e si riservano qualsiasi azione pur di preservare l'intervento straordinario sul verde di Villa Borghese e per difendere le tasche ormai vuote dei cittadini che non devono perdere neanche un centesimo.

giovedì 14 febbraio 2013

INCONTRO CON IL NUOVO ASSESSORE

Italia Nostra Roma ha incontro, insieme alle altre Associazioni, il nuovo Assessore all'Ambiente di Roma Capitale, Barbara Barbuscia. Un incontro conoscitivo durante il quale Italia Nostra Roma  ha ribadito la sua posizione su Villa Borghese ed in particolare su Piazza di Siena. Ancora una volta, la Vice Presidente Vanna Mannucci, ha evidenziato la preoccupazione dell'Associazione in merito alla questione del Concorso Ippico Internazionale di Piazza di Siena. Non sarà più ammessa la distruzione delle nuove siepi per l'installazione delle gradinate, siepi appena ripristinate e risistemate nell'ambito del progetto di riqualificazione della Villa Storica voluta dall'ex Assessore Marco Visconti.
L'Assessore Barbuscia si è dimostrata molto disponibile al dialogo dichiarando che riconvocherà le Associazioni non appena avrà un quadro completo dell'intera vicenda su Piazza di Siena e il suo concorso.
Attendiamo fiduciosi e auguriamo buon lavoro al neo Assessore.

Rinviata l'intervista a Marco Visconti

Cari lettori, come sapete c'è stato un cambio della guardia all'Assessorato all'Ambiente di Roma Capitale. L'Assessore Marco Visconti ha rassegnato le dimissioni in quanto candidato alle prossime consultazioni elettorali per la Regione Lazio, al suo posto l'Assessore Barbara Barbuscia.
Avevamo previsto una intervista conclusiva con Visconti, ma impegni di campagna elettorale ce lo hanno impedito.
Appena possibile vi proporremo l'intervista con Marco Visconti.

mercoledì 6 febbraio 2013

GRAZIE ASSESSORE VISCONTI


COMUNICATO STAMPA
06 Febbraio 2013

GRAZIE ASSESSORE VISCONTI
BUON LAVORO ASSESSORE BARBUSCIA


Italia Nostra Roma, particolarmente attiva e attenta nella tutela del patrimonio ambientale di Roma Capitale, vuole esprimere il proprio apprezzamento per  il lavoro svolto in questi anni dall’Assessore all’Ambiente, Marco Visconti che ieri ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico, in quanto candidato al Consiglio Regionale del Lazio.

Grande è stato il sostegno che l’Assessore Visconti ha dato all’Associazione Italia Nostra Roma per la tutela e valorizzazione del verde urbano. Decisiva è stata la sua ferma opposizione all’abbattimento dei platani a Lungotevere in Augusta e Passeggiata di Ripetta. Fondamentale,  il primo grande passo fatto verso la riqualificazione sistematica di Villa Borghese dopo tanti, troppi anni di interventi inorganici e casuali.

L’attenzione, l’ascolto e il rispetto  che l’Assessore Visconti ha riservato  a Italia Nostra Roma, ci auguriamo, sarà la strada maestra che la nuovo Assessore della Giunta capitolina, Barbara  Barbuscia, percorrerà. Auguri di buon lavoro, Assessore Barbuscia.

Auguri all’Assessore uscente, Marco Visconti, per i suoi futuri obiettivi e un ringraziamento per il suo costante, appassionato e agguerrito impegno per la tutela del verde di Roma Capitale.

Il Presidente
Carlo Ripa di Meana

Il Vice Presidente
Vanna Mannucci

VILLA BORGHESE: CUORE VERDE NON PIU' IN RIANIMAZIONE



Le aree verdi presentì nelle città sono particolarmente importanti perché offrono molteplici benefici e servizi di carattere bio-fisico e socio-economico. 
Tra i più importanti servizi forniti dagli spazi verdi in città possiamo menzionare la diminuzione del calore estivo, la rimozione dell’inquinamento atmosferico, la riduzione dell’inquinamento acustico, l’aumento del benessere fisico e mentale, il mantenimento degli habitat naturali.
Villa Borghese è un area di verde pubblico di circa 80 ettari, posta al centro della città di Roma. La sistemazione della Villa iniziò nel XVII secolo ad opera di Papa Paolo V Borghese.
Oggi Villa Borghese presenta al suo interno una notevole quantità di specie vegetali, sia coltivate che spontanee. La vegetazione è costituita prevalentemente da alberi, da esemplari particolarmente vetusti (antichi), come i platani orientali (Platanus orientalis) presenti nella Valle dei Platani


Gli arbusti sono pressoché assenti e limitati solo alle siepi, mentre lo strato erbaceo, oltre ad essere poco esteso, a causa della presenza di grandi estensioni di asfalto, è sottoposto a fortissimo calpestio, poiché utilizzato a fini ricreativi e sportivi, che limitano la crescita dell’erba.  Le specie arboree predominanti sono le querce (Quercus ilex) e la Robinia (Robinia pseudoacacia).
Villa Borghese è un’area verde di predisposizione non recente ed è quindi importante che la gestione ne preservi l’impianto originario, per questo dovrebbe essere monitorata minuziosamente per tentare di eliminare le specie infestanti o esotiche che possono compromettere le crescita di specie vegetali autoctone e storiche, oltre che limitare il degrado portato dalle persone. 
La crescita e lo sviluppo ottimale di essenze autoctone e storiche dovrebbero essere privilegiate rispetto alla presenza di piante esotiche  che non rispetta né la storicità della Villa né l’estetica dei suoi giardini nati per un’idea di paesaggio e di “bello” che dovremmo tentare in ogni modo di preservare senza esitazioni.
  

venerdì 1 febbraio 2013

OGGI PARLIAMO DI PLATANI


Nome scientifico: Platanus orientalis L.
Nome comune: Platano orientale
Famiglia: Platanaceae
Origine: specie spontanea

Il Platano orientale è un albero che può  raggiungere i 40 metri di altezza, ha un tronco grosso e chiaro ed una chioma fitta ed ombrosa. Questo albero è comune in un area che va dalla regione mediterranea sino ad est dell’Himalaya,e cresce spontaneamente anche lungo i corsi d’acqua della  Sicilia, Calabria e del Cilento. A differenza del Platano orientale che mal sopporta le rigide temperature invernali, nell’Europa del Nord ritroviamo il Platanus occidentalis L., importato dagli Stati Uniti. Queste due specie di Platani hanno prodotto un ibrido fertile, Platanus hybrida Brot, che può crescere in zone fredde ed è molto più resistente e vigoroso dei progenitori. Questo ibrido viene spesso usato come albero ornamentale lungo le strade perché resiste molto bene all’inquinamento.
foglia e frutti Platano orientale

 Il Platano orientale si riconosce dal Platano ibrido perché presenta foglie molto grandi, semplici (margini non seghettati), palmate a 5-7 lobi molto appuntiti e profondamente incise. 

foglia Platano ibrido

Presentano un colore verde chiaro in primavera, mentre in autunno prendono un colore giallo chiaro. I frutti, detti acheni, sono riuniti insieme e dotati di lunghi peli e lungo peduncolo (il rametto che li unisce al ramo principale).

A Villa Borghese, nella Valle dei Platani, sono presenti 10 esemplari di Platanus orientalis maestosi e secolari. Questi alberi furono piantati durante l’originaria progettazione del parco, nel XVII secolo, ad opera del Cardinal Scipione Caffarelli Borghese, nipote del Papa Paolo V Borghese e sono gli alberi più antichi di tutta Roma. Probabilmente in passato questi platani monumentali, che possono raggiungere anche i 1000 anni di età, più numerosi e forse erano protagonisti di un “Bosco sacro” creato appositamente dal Cardinale.

La Valle dei Platani a Villa Borghese è uno spettacolo unico nel suo genere e dovrebbe essere tutelato e rispettato da tutti noi, non solo perché sono alberi monumentali di 400 anni e rappresentano un bene storico, ma anche perché sono i testimoni vivente di un passato glorioso e di un tempo lontano. Questi giganti, che godono di buona salute, creano ancora oggi meraviglia negli occhi dei tanti visitatori, stranieri e non, che ogni giorno visitano la Villa storica. 

giovedì 31 gennaio 2013

Il Pitosforo a Villa Borghese...


SCHEDE BOTANICHE

Nome specie: Pittosporum tobira

Nome comune: Pitosforo

Famiglia: Pittosporaceae

Origine: esotica

Il Pittosporum tobira è un arbusto originario della Cina, del Giappone, dell’Australia e dell’Africa, ma alle nostre latitudini e soprattutto nelle regioni mediterranee si è adattato e sviluppato talmente bene da assumere il portamento di piccolo albero.
 

E’ una pianta sempreverde, molto rustica con chioma compatta e abbastanza cespugliosa. Le foglie sono coriacee, ovali o lanceolate, alterne, lucide, di un bel colore verde scuro e con nervatura centrale incisa. I fiori sono bianco crema, molto profumati e riuniti insieme in una infiorescenza al termine dei rami.

Viene utilizzata molto come pianta ornamentale nei giardini e nei parchi, oltre che nei viali pubblici e privati, in quanto resiste sia al freddo che al caldo e sopporta molto bene anche potature intense.
 

Questa specie è stata ritrovata a Villa Borghese tra Viale dei Cavalli Marini e Viale Antonino e Faustina, non risulta essere infestante e problematica per le altre specie, ma non deve sostituire l’alloro e il bosso per la costituzione delle siepi storiche di Villa Borghese.

mercoledì 30 gennaio 2013

Lo sapevate che....

Cari lettori lo sapevate che....
Il nome scientifico di una pianta individua con precisione la specie, è composto dal primo nome che individua il genere e il secondo dalla specie.
Accanto al nome si trova il nome di colui che ha descritto per primo e dato un nome alla specie.
Ad esempio, i platani di Villa Borghese:
Nome del genere: Platanus
epiteto specifico: Orientalis
Autore: L.
Questo modo di nominare venne codificato nel 1753 dal naturalista svedese Carlo Linneo (Carl von Linnè) nell'opera Species Plantarum. Il nome dell'autore viene abbreviato in maniera stabilita, che si trova in appositi repertori: ad esempio, Linneo si scrive "L.".
Ci sono altre regole per individuare le sottospecie, incroci ecc, esse sono raccolte in un testo di riferimento, il Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica, che viene periodicamente aggiornato. L'ultimo aggiornamento è il Codice di Melbourne adottato durante il XVIII Congresso Internazionale di Botanica nel 2011.

martedì 29 gennaio 2013

Villa Borghese - Monica Guarino Amato

Oggi è con noi la dottoressa Monica Guarino Amato, nostra socia e consulente del Ministero Politiche Agricole, Alimentari e e Forestali.
Ci illustrerà le quattro proposte per Villa Borghese formulate negli anni da Italia Nostra Roma.


lunedì 28 gennaio 2013

Villa Borghese - Daniela Primicerio

Oggi è con noi la professoressa Daniela Primicerio, docente di Museologia, economia e diritto dei Beni Culturali, già Membro della Commissione Marzano di Roma Capitale.
Ci racconterà la sua esperienza nella Commissione, il progetto di riqualificazione di Villa Borghese e il suo circuito museale.
Buona visione ;)


mercoledì 23 gennaio 2013

Il Castagno d'India a Villa Borghese


Cari lettori continua il nostro viaggio alla scoperte delle essenze presenti a Villa Borghese. Oggi parliamo dell'ippocastano.
Nome della specie: Aesculus hippocastanum L.
Nome comune: Ippocastano, castagno d’India
Famiglia: Ippocastanaceae
Origine: specie spontanea
Albero originario dell’Europa dell’est, alto fino a 30-35 metri. Il tronco è robusto ed eretto, con numerosi rami arcuati all'estremità, che formano una corona densa, rotondeggiante e allungata.

L’ippocastano è un albero antichissimo, probabilmente deriva dall'età Terziaria (età che va da 65 milioni  a 1,8 milioni di anni fa ) e fu introdotto in Europa a partire dalla fine del XVI secolo, importata da Costantinopoli. Può vivere fino a 250-300 anni

Il  legno bianco e tenero è utilizzabile in falegnameria..
Le foglie cadono in autunno e sono composte da 5-7 foglioline di forma palmata. I fiori sono raccolti in forma piramidale, sono bianchi, evidenti e sporgono dai rami.

Il nome “ippocastano” deriva dal fatto che i frutti di questo albero sono simili alle castagne prodotte da un’altra specie di albero, il castagno (Castanea sativa). 

Essi venivano utilizzati come alimento per i cavalli, da questo il termine “ippo", dal greco cavallo.
I semi dell’Ippocastano sono molto utilizzati in erboristeria perché hanno proprietà antiinfiammatorie, inibiscono la distruzione della vitamina C e favorisce l’elasticità delle vene. 

martedì 22 gennaio 2013

Sarà eliminato la prima pianta infestante a Villa Borghese

Cari lettori, come avete notato nei giorni scorsi abbiamo parlato delle specie infestanti presenti a Villa Borghese e tra queste dell'eucaliptus. Una pianta da noi definita "aspira acqua" in quanto, per vivere necessita una quantità enorme di questo prezioso elemento, sottraendolo alle piante vicine. Del resto...veniva utilizzato per la bonifica delle paludi (specie igrofila che si nutre quindi di acqua).



Il nostro post è stato molto cliccato. Notando il grande interesse suscitato nell'opinione pubblica l'Assessorato Ambiente di Roma Capitale ha immediatamente fatto suo il suggerimento di Italia Nostra Roma. Un piccolo ma significativo successo.
Nei prossimi giorni, infatti, verrà abbattuto un esemplare presente a Villa Borghese che sta minacciando la sopravvivenza dei suoi vicini. Il periodo è favorevole all'espianto in quanto il terreno, per le forti piogge degli ultimi giorni, è morbido ed umido.
 

giovedì 17 gennaio 2013

Quello che non deve succedere nei Viali di Villa Borghese


L'ex sindaco Walter Veltroni ha concesso, a suo tempo, la sosta dei pullman turistici a Villa Borghese, lungo Viale Washington.
Un deciso passo indietro a quanto disposto da Francesco Rutelli per il Giubileo del 2000. In quel periodo per i pullman turistici era vietato l'accesso nell'area centrale di Roma. L'attuale Assessore al Traffico, Antonello Aurigemma, si è guardato bene dal seguire il modello virtuoso "fuori i pullman turistici dall'area centrale" ma, al contrario, ha riempito Villa Borghese, Villa che, va ricordato, è "isola pedonale, istituita con legge regionale"e quindi l'accesso ai pullman turistici non dovrebbe essere consentito. Deroghe e sempre deroghe ai regolamenti.

Durante l'estate, li abbiamo contati, erano parcheggiati più di 50 pullman tutti rigorosamente con il motore acceso per far funzionare l'aria condizionata. Stessa cosa succede evidentemente in inverno per azionare il riscaldamento. Come tutti sappiamo bene, i gas di scarico dei pullman turistici sono un ottimo aereosol curativo per le piante di Villa Borghese e per i frequentatori della Villa, alla faccia del polmone verde della città. 

Ribadiamo che Villa Borghese non può essere utilizzata per il parcheggio dei pullman turistici, le concessioni di Veltroni, riprese da Aurigemma, sono due cose sbagliate che non ne fanno una giusta.

martedì 15 gennaio 2013

L'Aspira Acqua di Villa Borghese: l' Eucalipto.


Continua il viaggio tra le piante infestante grazie alla nostra botanica Desiree Izzi. Oggi parliamo del "aspira acqua" di Villa Borghese...l'eucalipto!

Nome specie: Eucalyptus globosus
Nome comune: Eucalipto
Famiglia: Myrtaceae
Origine: specie esotica

L’Eucalipto (Eucalyptus, dal greco “bene” e “nascondere”, in riferimento al fatto che i petali nascondono il resto del fiore) è un albero proveniente dall’Australia, può arrivare fino a 40-50m di altezza. Ha una chioma rada, ovale e un fusto eretto, diritto e cilindrico. La corteccia è colorata esternamente di bruno chiaro o grigio-verde.
Le foglie sono persistenti lanceolate, con apice acuto, di colore verde-azzurro e sono molto aromatiche. I fiori sbocciano da novembre a giugno.



L’Eucalipto è una pianta nata in zone con clima tropicale ed è stata  introdotta nell’Ottocento in Europa dove ha  trovato le condizioni migliori per riuscire a sopravvivere nelle zone caldo-umide. L’impiego di queste piante è essenzialmente ornamentale e forestale, data la rapida crescita e l’uso di un legname di discreta qualità nell’industria. Le foglie estremamente aromatiche contengono un olio officinale, l’eucaliptolo, usato per preparare medicinali contro le malattie dell’apparato respiratorio. L’Eucalipto, specie esotica, cresce molto bene su terreni argillosi e poco profondi oltre che sufficientemente umidi, anche in condizioni di ristagno d’acqua. All’epoca del fascismo infatti furono piantati nell’Agro Pontino moltissime piante di eucalipto sia come frangivento (proteggevano con le loro chiome le colture) sia per limitare la dispersione di acqua.

Gli eucalipti che sono stati piantati a Villa Borghese mettono a rischio gli alberi nostrani. Queste piante esotiche prelevano e trattengono enormi quantità di acqua con le loro radici molto estese lasciando le altre piante senza questa preziosa risorsa. Piantare o non eliminare specie quali gli eucalipti in giardini storici compromette la crescita di altre specie arboree, previste dai progetti originali e dalle successive modificazioni  in un terreno come quello della Villa già compromesso e compattato.

lunedì 14 gennaio 2013

L'Ailanthus a Villa Borghese...come un baccalà


Nome specifico: Ailanthus altissima
Nome comune: Ailanto, Albero del Paradiso
Famiglia: Simaroubacee
Origine: specie esotica

L’Ailanto è un albero di medie dimensioni che raggiunge altezze di 17-27m e che vive molto poco, fino a 50 anni. Il tronco è diritto, colonnare, i rami sono ascendenti e conferiscono alla chioma una forma a cupola.

Le foglie sono caduche, composte da 6-12 paia di foglioline , con vertice acuto e dentate alla base e sono portate da un breve picciolo. Queste possiedono alla base ghiandole odorose che emanano odore sgradevole quando la foglia viene stropicciata.  Una curiosità: Isa belli Barsali, consigliere di Italia Nostra, grande storica dei giardini e nostra grande maestra, raccontava che in Lucchesia, l'Ailanthus per l'odore particolarmente forte delle sue foglie viene chiamato "il baccalà".
I fiori sono piccoli e rossi prima di schiudersi, poi diventano di colore verdastro. Compaiono in maggio-luglio.

L’Ailanto è un albero nativo della Cina nordoccidentale, dove viene tutt’ora utilizzato nella medicina tradizionale per la sua riconosciuta abilità a curare mali quali la perdita di capelli. Fu introdotto per la prima volta in Inghilterra nel 1751, di lì si è diffuso in tutta l’Europa. Nell’Ottocento si è sviluppanta questa specie in Europa perché veniva utilizzata per l’allevamento di un insetto simile al baco da seta. I risultati non furono incoraggianti e così si abbandonò tale impresa, purtroppo la diffusione di questa pianta era ormai iniziata.
L’Ailanto è una pianta che si è adattata benissimo a vivere sia nei nostri spazi urbani che nei nostri giardini, anche storici, come Villa Borghese, avendo a disposizione radici laterali dalle quali nascono nuovi germogli. Il problema derivante dalla diffusione di questa specie è che entra in conflitto con le specie nostrane che spesso sono meno forti e meno capaci di resistere venendo quindi sopraffatte. 

venerdì 11 gennaio 2013

La sinuosa edera a Villa Borghese


Cari lettori, concludiamo la settimana parlando dell'edera, altra pianta infestante. 


Nelle attività di riqualificazione di Villa Borghese, svolte dall'Assessorato all'Ambiente di Roma Capitale, il Servizio Giardini ha provveduto a ripulire le siepi, estirpando l'edera. 



Le sue caratteristiche botaniche ci vengono spiegate in questa scheda della nostra botanica dottoressa Desiree Izzi.

Nome specie: Hedera helix
Nome comune: edera
Famiglia: Araliaceae
Il nome helix deriva dal greco “elissein”, cioè avvolgersi, strisciare sinuosamente.
Le ramificazioni la portano a raggiungere anche i 30 metri in altezza, soprattutto su alberi con corteccia rugosa che favorisce l’aderenza delle radici avventizie. Le foglie giovani sono di colore verde chiaro mentre le foglie più vecchie sono di colore verde scuro. La forma varia da cuoriforme, con margine intero, con lobi di differente forma. I fiori maturano in autunno e le bacche maturano l’anno seguente la fioritura, verso aprile e maggio.
E’ una specie rustica, può vivere  anche più di un  secolo e in montagna la ritroviamo sino a 1.200 metri di altitudine.


La caratteristica dell’edera di arrampicarsi è legata all’emissione di piccole radici aeree avventizie, lunghe pochi millimetri che, formando un intricato groviglio, aderiscono ai sostegni e garantiscono un appoggio stabile. Nel caso in cui l’edera strisci sul terreno le radici avventizie si comportano come vere e proprie radici arrecando danni alle altre piante vicine;  ma l’edera può comunque arrecare danni  sviluppandosi abbondantemente sulle chiome di altre specie arboree e catturando la luce che potrebbe servire per far crescere i germogli.
L’edera è presente a Villa Borghese probabilmente come infestante lungo le siepi di
alloro e bosso. Il problema è che questa specie, come abbiamo letto, può portare a sofferenza delle piante sia per ombreggiamento dei giovani germogli che per assorbimento delle sostanze nutritive.

giovedì 10 gennaio 2013

Il Verde infestante a Villa Borghese


Anche oggi a fianco a noi c'è la nostra botanica dottoressa Desiree Izzi, che ci aiuta a comprendere le piante infestanti di Villa Borghese, oggi ci spiega la robinia che noi, da ignoranti botanici, pensavamo fosse uno squisito formaggio morbido piemontese.
Ci segnala Alix Van Buren esponente di spicco degli "Amici di Villa Borghese" che in effetti nell'ottocento il Principe Borghese pianto la robinia nella Villa insieme ad altre specie esotiche. Ma in questa scheda parliamo delle infestanti, che pur essendo state volute dal Principe Borghese sono dilagate senza controllo.

Nome specifico: Robinia pseudoacacia
Nome comune: Robinia
Famiglia: Leguminose
Origine: specie esotica originaria dell'America del Nord

Pianta a portamento arboreo alta fino a 20-25m. Il tronco è eretto spesso biforcato con rami spinosi e contorti che gli conferiscono una chioma espansa ed aperta.



Le foglie sono caduche e composte da 11-15 foglioline picciolate, imparipennate, ovali, arrotondate alle estremità. I fiori, simili a quelli dei piselli, sono raccolti a 10-25 in racemi. Sono bianchi ed intensamente profumati. Compaiono in maggio-giugno. 



I frutti sono dei legumi, lisci e coriacei lunghi fino a 20cm. Permangono sull’albero per tutto l’inverno. La corteccia è grigio-brunastra, rugosa, solcata e nodosa con un portamento tutt'altro che elegante.
La Robinia è originaria dell’America del Nord, precisamente della zona degli Appalachi, dove forma veri e propri boschi. Fu importata in Europa dal un farmacista e botanico del re di Francia, Jean Robin. Oggi è diffusissima in tutta Europa, tanto che si è naturalizzata, anche se continua ad essere considerata una specie altamente invasiva a causa della sua velocità di crescita. L’apparato radicale della Robinia è molto esteso e cresce velocemente portando a soffocamento delle specie autoctone come le querce, caratterizzate invece da una crescita molto più lenta.
La Robinia pseudoacacia è una pianta che ama il sole  e che si adatta molto bene a terreni argillosi e poco fertili in quanto, come tutte le leguminose, è in simbiosi radicale con batteri che arricchiscono il suolo di azoto. E’ una specie pioniera la cui rapida diffusione non è stata contrastata in passato con la conseguenza che la Robinia si è adattata talmente bene che la ritroviamo anche nei nostri boschi portando così ad una riduzione di specie arboree presenti.

mercoledì 9 gennaio 2013

Le specie invasive a Villa Borghese

Cari lettori abbiamo notato che siete molto interessati alle specie botaniche presenti a Villa Borghese. Oggi la nostra botanica Dottoressa Desiree Izzi ci spiega le specie invasive.
Dall’inizio del '900 i biologi studiano la presenza di specie invasive (o aliene o alloctone) nella flora italiana autoctona (o locali). Nei suoi spostamenti l’uomo ha sempre portato con sé un gran numero di specie vegetali, sia volontariamente che accidentalmente,  modificando l’ambiente in cui si trova ha portato alcune di queste a divenire invasive e a minacciare la biodiversità italiana.
Nel territorio italiano la comparsa di nuove specie è sempre stata accolta con interesse, in quanto molte piante alloctone si sono rilevate utilissime. Al tempo dei Romani, ad esempio, si ebbe un’intensificazione dell’importazione delle specie esotiche che si esprimeva soprattutto nei giardini, dove le piante provenienti dalle coste dell’Africa o dell’Asia venivano usate per abbellire le ville patrizie o a tavola per arricchire i banchetti. Durante il Medioevo invece, alcune essenze esotiche per le loro proprietà officinali, coltivandole in giardini. Questa usanza fu ancora più viva nell’Italia rinascimentale con lo sviluppo di famosi orti botanici e nei guiardini delle dimore storiche come il "Giardino dei Semplici" (piante officinali) ed il "Giardino dei fiori rari" che ancora possiamo ammirare a Villa Borghese.

Negli anni ’50 però, in seguito all’aumento del tasso di immissione di nuove specie, di cambiamenti nell’uso del suolo,  per scopi forestali,  il fenomeno dell’invasione è divenuta sempre più critica.
Nelle Ville storiche romane spesso si notano essenze alloctone che sono state introdotte dall’uomo recentemente per motivi spesso ornamentali. Alcune di queste piante sono riscontrabili anche a Villa Borghese: Ailanthus altissima, Robinia pseudoacacia, Eucalyptus globosus, Hedera helix. 
Tali specie alloctone mettono a rischio la crescita e lo sviluppo ottimale di essenze autoctone e storiche che invece dovrebbero essere privilegiate e non rispettano né la storicità della Villa né l’estetica dei suoi giardini nati per un’idea di paesaggio e di “bello” che dovremmo tentare in ogni modo di preservare senza esitazioni. 

lunedì 7 gennaio 2013

Botticelle elettriche - Una novità per Villa Borghese


"Sembra che i cavalli costretti da tempo a trainare turisti desiderosi di visitare la Capitale in carrozza potranno presto godere del meritato riposo. Tutto merito dell'arrivo della prima carrozza elettrica, a impatto zero, realizzata dal centro Pomos (Polo per la Mobilità Sostenibile) e acquistata dal Bioparco per 100 mila euro che da domenica 16 dicembre 2012 viaggerà all'interno di Villa Borghese. 
Ancora presto per sapere se l'eco-botticella andrà completamente a sostituire quelle tradizionali, ma la carrozza elettrica rappresenta una vera e propria rivoluzione strutturata per portare 5 passeggeri e può raggiungere la velocità tipica di una carrozza a cavallo, 25 km, con un'autonomia di 30 km. Inoltre tiene conto delle esigenze del turista con capotte apribili, sedili frontali ed un ampia apertura frontale. 
Il primo a salire sulla carrozza elettrica è stato il sindaco  Alemanno, guidata eccezionalmente dal presidente della fondazione Bioparco di Roma Paolo Giuntarelli.  "Auspico che questa nuova carrozza possa sostituire le botticelle - ha spiegato Giuntarelli - e che quelle a trazione animale vengano utilizzate solo nelle ville storiche e queste elettriche per le vie della città".


 
Riflessioni di Italia Nostra Roma:

Incentivazione di qualsiasi trasporto elettrico e quindi ecologico è salutato con grande favore da Italia Nostra Roma. Dubbi sulle dichiarazione di Paolo Giuntarelli sorgono sull'utilizzo in futuro delle carrozzelle, le famose botticelle romane, a trazione animale, solo nelle Ville Storiche. Anacronistico e falsamente romantico, l'uso dei cavalli e delle carrozze. Non sarebbe meglio aspettare che i cavalli concludessero fisiologicamente la loro faticosa vita e fossero sostituiti, nelle Ville Storiche e fuori di esse, dal trasporto elettrico?
Un vantaggio sicuro per Villa Borghese perchè sarebbero smantellate nel futuro le scuderie che ospitano, ora, cavalli e carrozzelle ed occupano un ettaro e mezzo a Viale delle Mangnolie.

venerdì 4 gennaio 2013

Villa Borghese - Massimo de Vico Fallani

Bentornati dalle feste, riprendiamo il nuovo anno con una bella intervista all'architetto Massimo de Vico Fallani sulla programmazione della gestione di un giardino storico.