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mercoledì 30 gennaio 2013

Lo sapevate che....

Cari lettori lo sapevate che....
Il nome scientifico di una pianta individua con precisione la specie, è composto dal primo nome che individua il genere e il secondo dalla specie.
Accanto al nome si trova il nome di colui che ha descritto per primo e dato un nome alla specie.
Ad esempio, i platani di Villa Borghese:
Nome del genere: Platanus
epiteto specifico: Orientalis
Autore: L.
Questo modo di nominare venne codificato nel 1753 dal naturalista svedese Carlo Linneo (Carl von Linnè) nell'opera Species Plantarum. Il nome dell'autore viene abbreviato in maniera stabilita, che si trova in appositi repertori: ad esempio, Linneo si scrive "L.".
Ci sono altre regole per individuare le sottospecie, incroci ecc, esse sono raccolte in un testo di riferimento, il Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica, che viene periodicamente aggiornato. L'ultimo aggiornamento è il Codice di Melbourne adottato durante il XVIII Congresso Internazionale di Botanica nel 2011.

lunedì 14 gennaio 2013

L'Ailanthus a Villa Borghese...come un baccalà


Nome specifico: Ailanthus altissima
Nome comune: Ailanto, Albero del Paradiso
Famiglia: Simaroubacee
Origine: specie esotica

L’Ailanto è un albero di medie dimensioni che raggiunge altezze di 17-27m e che vive molto poco, fino a 50 anni. Il tronco è diritto, colonnare, i rami sono ascendenti e conferiscono alla chioma una forma a cupola.

Le foglie sono caduche, composte da 6-12 paia di foglioline , con vertice acuto e dentate alla base e sono portate da un breve picciolo. Queste possiedono alla base ghiandole odorose che emanano odore sgradevole quando la foglia viene stropicciata.  Una curiosità: Isa belli Barsali, consigliere di Italia Nostra, grande storica dei giardini e nostra grande maestra, raccontava che in Lucchesia, l'Ailanthus per l'odore particolarmente forte delle sue foglie viene chiamato "il baccalà".
I fiori sono piccoli e rossi prima di schiudersi, poi diventano di colore verdastro. Compaiono in maggio-luglio.

L’Ailanto è un albero nativo della Cina nordoccidentale, dove viene tutt’ora utilizzato nella medicina tradizionale per la sua riconosciuta abilità a curare mali quali la perdita di capelli. Fu introdotto per la prima volta in Inghilterra nel 1751, di lì si è diffuso in tutta l’Europa. Nell’Ottocento si è sviluppanta questa specie in Europa perché veniva utilizzata per l’allevamento di un insetto simile al baco da seta. I risultati non furono incoraggianti e così si abbandonò tale impresa, purtroppo la diffusione di questa pianta era ormai iniziata.
L’Ailanto è una pianta che si è adattata benissimo a vivere sia nei nostri spazi urbani che nei nostri giardini, anche storici, come Villa Borghese, avendo a disposizione radici laterali dalle quali nascono nuovi germogli. Il problema derivante dalla diffusione di questa specie è che entra in conflitto con le specie nostrane che spesso sono meno forti e meno capaci di resistere venendo quindi sopraffatte. 

venerdì 11 gennaio 2013

La sinuosa edera a Villa Borghese


Cari lettori, concludiamo la settimana parlando dell'edera, altra pianta infestante. 


Nelle attività di riqualificazione di Villa Borghese, svolte dall'Assessorato all'Ambiente di Roma Capitale, il Servizio Giardini ha provveduto a ripulire le siepi, estirpando l'edera. 



Le sue caratteristiche botaniche ci vengono spiegate in questa scheda della nostra botanica dottoressa Desiree Izzi.

Nome specie: Hedera helix
Nome comune: edera
Famiglia: Araliaceae
Il nome helix deriva dal greco “elissein”, cioè avvolgersi, strisciare sinuosamente.
Le ramificazioni la portano a raggiungere anche i 30 metri in altezza, soprattutto su alberi con corteccia rugosa che favorisce l’aderenza delle radici avventizie. Le foglie giovani sono di colore verde chiaro mentre le foglie più vecchie sono di colore verde scuro. La forma varia da cuoriforme, con margine intero, con lobi di differente forma. I fiori maturano in autunno e le bacche maturano l’anno seguente la fioritura, verso aprile e maggio.
E’ una specie rustica, può vivere  anche più di un  secolo e in montagna la ritroviamo sino a 1.200 metri di altitudine.


La caratteristica dell’edera di arrampicarsi è legata all’emissione di piccole radici aeree avventizie, lunghe pochi millimetri che, formando un intricato groviglio, aderiscono ai sostegni e garantiscono un appoggio stabile. Nel caso in cui l’edera strisci sul terreno le radici avventizie si comportano come vere e proprie radici arrecando danni alle altre piante vicine;  ma l’edera può comunque arrecare danni  sviluppandosi abbondantemente sulle chiome di altre specie arboree e catturando la luce che potrebbe servire per far crescere i germogli.
L’edera è presente a Villa Borghese probabilmente come infestante lungo le siepi di
alloro e bosso. Il problema è che questa specie, come abbiamo letto, può portare a sofferenza delle piante sia per ombreggiamento dei giovani germogli che per assorbimento delle sostanze nutritive.

giovedì 10 gennaio 2013

Il Verde infestante a Villa Borghese


Anche oggi a fianco a noi c'è la nostra botanica dottoressa Desiree Izzi, che ci aiuta a comprendere le piante infestanti di Villa Borghese, oggi ci spiega la robinia che noi, da ignoranti botanici, pensavamo fosse uno squisito formaggio morbido piemontese.
Ci segnala Alix Van Buren esponente di spicco degli "Amici di Villa Borghese" che in effetti nell'ottocento il Principe Borghese pianto la robinia nella Villa insieme ad altre specie esotiche. Ma in questa scheda parliamo delle infestanti, che pur essendo state volute dal Principe Borghese sono dilagate senza controllo.

Nome specifico: Robinia pseudoacacia
Nome comune: Robinia
Famiglia: Leguminose
Origine: specie esotica originaria dell'America del Nord

Pianta a portamento arboreo alta fino a 20-25m. Il tronco è eretto spesso biforcato con rami spinosi e contorti che gli conferiscono una chioma espansa ed aperta.



Le foglie sono caduche e composte da 11-15 foglioline picciolate, imparipennate, ovali, arrotondate alle estremità. I fiori, simili a quelli dei piselli, sono raccolti a 10-25 in racemi. Sono bianchi ed intensamente profumati. Compaiono in maggio-giugno. 



I frutti sono dei legumi, lisci e coriacei lunghi fino a 20cm. Permangono sull’albero per tutto l’inverno. La corteccia è grigio-brunastra, rugosa, solcata e nodosa con un portamento tutt'altro che elegante.
La Robinia è originaria dell’America del Nord, precisamente della zona degli Appalachi, dove forma veri e propri boschi. Fu importata in Europa dal un farmacista e botanico del re di Francia, Jean Robin. Oggi è diffusissima in tutta Europa, tanto che si è naturalizzata, anche se continua ad essere considerata una specie altamente invasiva a causa della sua velocità di crescita. L’apparato radicale della Robinia è molto esteso e cresce velocemente portando a soffocamento delle specie autoctone come le querce, caratterizzate invece da una crescita molto più lenta.
La Robinia pseudoacacia è una pianta che ama il sole  e che si adatta molto bene a terreni argillosi e poco fertili in quanto, come tutte le leguminose, è in simbiosi radicale con batteri che arricchiscono il suolo di azoto. E’ una specie pioniera la cui rapida diffusione non è stata contrastata in passato con la conseguenza che la Robinia si è adattata talmente bene che la ritroviamo anche nei nostri boschi portando così ad una riduzione di specie arboree presenti.

mercoledì 9 gennaio 2013

Le specie invasive a Villa Borghese

Cari lettori abbiamo notato che siete molto interessati alle specie botaniche presenti a Villa Borghese. Oggi la nostra botanica Dottoressa Desiree Izzi ci spiega le specie invasive.
Dall’inizio del '900 i biologi studiano la presenza di specie invasive (o aliene o alloctone) nella flora italiana autoctona (o locali). Nei suoi spostamenti l’uomo ha sempre portato con sé un gran numero di specie vegetali, sia volontariamente che accidentalmente,  modificando l’ambiente in cui si trova ha portato alcune di queste a divenire invasive e a minacciare la biodiversità italiana.
Nel territorio italiano la comparsa di nuove specie è sempre stata accolta con interesse, in quanto molte piante alloctone si sono rilevate utilissime. Al tempo dei Romani, ad esempio, si ebbe un’intensificazione dell’importazione delle specie esotiche che si esprimeva soprattutto nei giardini, dove le piante provenienti dalle coste dell’Africa o dell’Asia venivano usate per abbellire le ville patrizie o a tavola per arricchire i banchetti. Durante il Medioevo invece, alcune essenze esotiche per le loro proprietà officinali, coltivandole in giardini. Questa usanza fu ancora più viva nell’Italia rinascimentale con lo sviluppo di famosi orti botanici e nei guiardini delle dimore storiche come il "Giardino dei Semplici" (piante officinali) ed il "Giardino dei fiori rari" che ancora possiamo ammirare a Villa Borghese.

Negli anni ’50 però, in seguito all’aumento del tasso di immissione di nuove specie, di cambiamenti nell’uso del suolo,  per scopi forestali,  il fenomeno dell’invasione è divenuta sempre più critica.
Nelle Ville storiche romane spesso si notano essenze alloctone che sono state introdotte dall’uomo recentemente per motivi spesso ornamentali. Alcune di queste piante sono riscontrabili anche a Villa Borghese: Ailanthus altissima, Robinia pseudoacacia, Eucalyptus globosus, Hedera helix. 
Tali specie alloctone mettono a rischio la crescita e lo sviluppo ottimale di essenze autoctone e storiche che invece dovrebbero essere privilegiate e non rispettano né la storicità della Villa né l’estetica dei suoi giardini nati per un’idea di paesaggio e di “bello” che dovremmo tentare in ogni modo di preservare senza esitazioni. 

venerdì 21 dicembre 2012

Il Prato dei romani a Villa Borghese

Caro Sindaco,
ho letto con interesse la pubblicazione "4 ANNI PER ROMA" e i suoi interessanti capitoli. A pagina 169 nel capitolo Ambiente e Decoro è stata messo una splendida immagina di Villa Borghese vista dal cielo, nella quale si nota il tappeto d'erba che ricopriva il parterre di Piazza di Siena.

 Sono ormai 7 anni che questa bella immagine è deformata dalla presenza "temporaneamente stabile" delle sabbie utilizzate per il Concorso Ippico Internazionale e mai più rimosse.
Non a caso lei ha scelto questa immagine e non quella che presenta la distesa bianca delle sabbie, quella sabbia va rimossa nonostante le ferree, pretestuose e vigorose resistenze della FISE (Federazione Italiana Sport Equestre).
Faccia in modo, caro Sindaco, che il "Prato dei Romani" ritorni ad essere quello che era 7 anni fa.
Questo sarebbe un'ottima idea per un regalo di Natale ai romani.

Il Vice Presidente
Vanna Mannucci

mercoledì 19 dicembre 2012

I SOLITI IDIOTI PER LA RIQUALIFICAZIONE DI VILLA BORGHESE

Oggi con noi abbiamo...I SOLITI IDIOTI!
Ringraziamo di cuore Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio per la gentilezza e per la disponibilità dimostrata.
Li abbiamo incontrati a Villa Borghese, durante il loro incontro con la stampa per la presentazione del loro nuovo film "I 2 SOLITI IDIOTI" nelle sale dal 20 dicembre.


martedì 18 dicembre 2012

Le Querce di Villa Borghese


A Villa Borghese sono presenti diverse specie di querce, tra le quali Quercus ilex   , Quercus robur e Quercue cerris

Per i Greci la quercia era sacra a Zeus, padre degli dei. Non a caso, nell’Odissea, Ulisse consulta ben due volte il “fogliame divino della grande quercia di Zeus”.
Anche per i Celti, la quercia rappresenta un forte valore simbolico nella loro sfera sacra. Nella sua Naturalis Historia, Plinio afferma che i sacerdoti druidi “scelgono i boschi di querce e non celebrano alcun sacrificio senza la presenza di quell’albero”.

Questo maestoso albero rappresenta da sempre il simbolo della forza e della potenza, soprattutto nelle culture indoeuropee.




Nome specie: Quercus ilex
Nome comune: leccio
Famiglia: Fagaceae

Specie tipicamente europea e mediterranea, vive spesso in associazione col corbezzolo (Arbutus unendo), l’erica, il lentisco (Pistacia lentiscus) ed il mirto (Myrtus communis) e predilige terreni acidi.
Il leccio è un albero di terza grandezza, alto fino a 20 metri. La corona sempreverde è ampia, ovale e densa.
Le foglie sono persistenti, alterne e portate su un breve picciolo. Il lembo può essere intero o dentato-spinoso, di forma ovale o lanceolata.
I frutti sono ghiande di circa 2,5 cm di lunghezza racchiusa per quasi due terzi in una cupola squamosa.


Per la robustezza e la resistenza ad inquinamento e potature, nonché per l’aspetto imponente, il leccio ha una grande diffusione come pianta ornamentale per viale e giardini. Possiede una notevole longevità , infatti alcuni esemplari possono raggiungere i 1000 anni di età.
Per i piccoli ora grandi...ricordiamo che Cip e Ciop sono golosi di...GHIANDE per non parlare del simpaticissimo SCRAT dell'Era Glaciale, alla perenne conquista della sua ghianda





mercoledì 12 dicembre 2012

Che si dice di Villa Borghese...i nostri lettori e giornalisti

Oggi abbiamo lanciato un piccolo sondaggio su Facebook per capire cosa i cittadini vorrebbero a Villa Borghese.
Tra i tanti commenti ne riportiamo 4:

"a Villa Borghese vorrei cura filologica, pulizia, sicurezza e manutenzione"

"a Villa Borghese vorrei più lampione e ronda notturna così si può correre nel tardo pomeriggio anche con l'ora solare"

"Alberi...tanti Alberi...ossigeno...una zona per lo sport...con attrezzature...panche, aste e scale...una zona per i cani....una zona coperta in caso di pioggia"

"Alberi, prati, attrezzature sportive. un posticino i pelosetti.Una zona coperta in caso di pioggia."


Proprio oggi su La Repubblica Margherita D'Amico nella sua rubrica Al Lupo Al Lupo, è uscito un articolo dal titolo "I pericolosi risciò di Villa Borghese" nel quale la giornalista, frequentatrice di Villa Borghese, nota i lavori di riqualificazione all'interno della Villa giudicandoli positivamente.
La giornalista, concordando con la nostra ospite di domani... sottolinea:

" a maggior ragione dispiace di non veder ridurre le concessione che gravano sulla Villa: almeno 30 già appurate e una lunga lista in via di accertamento. Solo i voluminosi risciò rendono viali e distese erbose affollati, nel fine settimana pericolosi".


Nell'articolo si riportano anche le dichiarazione del Capo del Dipartimento Ambiente, Tommaso Profeta, che afferma:

" che l'Assessorato sta procedendo al censimento di queste autorizzazioni, bar e chioschi inclusi, quasi tutte rilasciate dai municipi contro il nostro parere".

Vi segnaliamo di leggere tutto l'articolo!


martedì 11 dicembre 2012

Riqualificazione Villa Borghese: CON QUALI SOLDI???

Oggi abbiamo incontrato il dottore Fabio Tancredi - Direttore Direzione Generale Gestione Territoriale e Ambientale di Roma Capitale - che ci ha spiegato con quali fondi si sta attuando la riqualificazione di Villa Borghese.



Nell'intervista si è parlato di una cifra consistente, soldi spesi dai cittadini in una situazione economicamente tutt'altro che florida. Questi quattrini che hanno prodotto un beneficio per la città non possono essere vanificati da interventi esterni che mettano a rischio il sacrificio dei cittadini.

lunedì 10 dicembre 2012

A spasso per Villa Borghese con....Freddo e Gelo!


Oggi,  con un gelo polare, vogliamo fare un giro virtuale, con voi, a Villa Borghese. Armati di cartina, programma di interventi, sciarpa, passamontagna e guanti cerchiamo di mostrarvi cosa è stato fatto finora.
Partiamo da Porta Pinciana, dopo un caldo caffè di ristoro vediamo il rifacimento del look della zona antistante la Casa del Cinema.


A fare da cornice all’ingresso principale, un’aiuola di circa 100 rose e un manto erboso nuovo di zecca; è stata ripristinata anche l’antica scala che da via Fiorello la Guardia permette l’accesso pedonale alla Casina delle Rose. Notiamo che nella stessa area è stata rifatta la strada e resa pedonale.



Continuiamo la nostra passeggiata mattutina fino a viale dei Pupazzi,  dove,  oltre agli abbattimenti delle due querce malate a rischio schianto e al rifacimento delle siepi, l’acqua piovana è stata ben incanalata nelle nuove cunette e possiamo sottolineare che non c’era giornata più adatta di oggi per verificarlo!
Continuando lungo viale dei Pupazzi arriviamo alla Fontana dei Cavalli Marini e notiamo che l’intera area è stata ripulita e riportata alla decenza e, meraviglia delle meraviglie, il degrado è stato eliminato anche al Galoppatoio.
Siamo abbastanza soddisfatti della nostra passeggiata, ma prima di tornare a casa vogliamo passare a Piazza di Siena per verificarne le condizioni.
E’, vero si sta ripristinando il verde storico, le aiuole, le siepi e sono stati piantati pini, i cipressi saranno piantati di qui a poco però, il sistema architettonico delle gradinate di Piazza di Siena verso viale dei Pupazzi versa in condizioni penose e pericolose per i cittadini che le frequentano(cadono vistosi pezzi di intonaco e le pareti sono nude). Abbiamo fotografato lo stato di abbandono dell’area e inviato il materiale alla Sovraintendenza e agli assessori competenti per ammorbidirne il cuore ma ahinoi…senza alcuna risposta! Aspettiamo fiduciosi….
Ecco  le foto…giudicate voi!