Cosa si intende per
giardino? E quando comparvero i primi giardini?
Il termine francese jardin, da cui deriva la parola
“giardino”, indica un terreno nel quale l'uomo, isolato dal resto del
territorio, svolge una serie di attività a contatto con la natura quali ad
esempio riposo, passeggiata, svago, gioco e/o coltivazione di piante.
All’idea di giardino, come collegamento verso l’esterno
dell’edificio umano, è legato anche il carattere
estetico, grazie soprattutto alla scelta delle specie vegetali e alla distribuzione
delle colture, secondo un disegno iniziale architettonico o progettistico che
segua l'idea del “bello”.
Per una corretta comprensione dei giardini non si possono trascurare alcuni
importanti significati simbolici che
ogni civiltà, occidentale e orientale, ha attribuito al giardino. Le piante
infatti rappresentavano spesso delle Divinità, o virtù, aspirazioni e sentimenti
umani. Ad esempio per i Greci ed i Romani la
palma era segno di vittoria; il sicomoro
era l’albero caro agli Egizi; l’alloro,
albero sacro ad Apollo, ritenuto simbolo di sapienza e gloria; la quercia simbolo del vigore e della
forza; inoltre la presenza nei giardini dell’acqua evoca il fluire ed il
rinnovarsi della vita.
I giardini più antichi di cui abbiamo testimonianza
sono quelli egizi. Fiori, alberi e
laghetti abbellivano edifici religiosi e case private; mentre i giardini più
famosi della storia furono sicuramente quelli pensili di Babilonia. In questi
giardini venivano coltivate molte piante, alcune apprezzate per la loro
bellezza, altre invece utili per la medicina o la magia. Erano luoghi ideali di perfezione, adatti alla
meditazione e al riposo.
In Grecia, il giardino, come luogo di delizie
collegato ai fabbricati, apparve molto più tardi rispetto a quelli egizi e
babilonesi. Mentre i Romani abbellirono le ville patrizie con giardini (horti) con specie quali bosso, mirto, cipresso e leccio insieme agli
alberi da frutta ed i fiori.
Nel Medioevo i giardini
erano delimitati da un muro di
cinta, che racchiudevano uno spazio dove la natura ritrova l'originaria
bellezza della creazione.
Nel Rinascimento il
giardino viene strutturato per trattenere la sua bellezza nel corso di tutte e
quattro le stagioni, dato che i suoi elementi principali sono gli alberi
sempreverdi, le siepi potate ad arte, e le opere in muratura. Da un punto di vista
strettamente botanico le specie predominanti sono le specie sempreverdi con
fogliame fitto e compatto come alloro e bosso più adatte a creare siepi e bordure con forma geometrica rigida, mentre
l’elemento arboreo, che assume grande valore, è costituito in prevalenza da
lecci, pini e querce.
Il giardino nella cultura araba vuole rappresentare il
paradiso, pieno di delizie che soddisfano tutti e cinque i sensi: la vista con
i colori dei fiori e le linee armoniose; l'olfatto con i profumi intensi di ogni stagione; il tatto con la freschezza degli
alberi e delle foglie in particolare; il gusto con i frutti sempre
presenti; l'udito con il mormorio dell'acqua (che da anche il senso dello
spazio).